• Royal Society, l'UE non può fare a meno delle biotecnologie

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    L'associazione invita a rivedere la posizione sugli Ogm, partendo da presupposti più razionali

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    Il divieto di ricorrere alle colture geneticamente modificate nell'Unione Europea deve essere rivisto. Lo afferma Venkatraman Ramakrishnan, vincitore del premio Nobel per la chimica nel 2009 e Presidente dell'associazione scientifica britannica Royal Society. L'esperto ritiene sbagliato bandire un'“intera tecnologia”: a suo avviso, sarebbe opportuno valutare caso per caso. Sostiene che ogni prodotto Gm dovrebbe essere testato per verificarne gli eventuali effetti sull'ambiente e sulla salute.

    La Royal Society ha anche pubblicato una guida che cerca di rispondere a 18 quesiti relativi agli organismi geneticamente modificati (Ogm). Le risposte sono state fornite da un team di esperti, e sono basate sui risultati degli studi scientifici condotti sull'argomento. Il documento analizza i vantaggi degli Ogm, ma riconosce anche le aree d'incertezza, oltre a rilevare eventuali svantaggi associati all'impiego delle biotecnologie. L'obiettivo della guida è, infatti, quello di fornire informazioni chiare e imparziali sull'impiego delle colture Gm. L'analisi evidenzia che le piante Gm sono sicure da mangiare, anche se riconosce che l'eventuale incrocio con varietà non geneticamente modificate potrebbe provocare effetti collaterali inattesi e indesiderati.

    Il Presidente Ramakrishnan evidenzia anche le conseguenze che il rifiuto degli Ogm potrebbero arrecare: “Spero che l'intera faccenda venga discussa su basi più razionali. Con una popolazione mondiale in crescita - entro il 2050 si prevede che il fabbisogno di cibo aumenterà del 50% - non credo che possiamo permetterci di rinunciare a tecnologie utili, soprattutto se vogliamo aiutare i paesi più poveri ad avere una fonte di cibo affidabile e nutriente”.

    redazione 05-06-2016 Tag: ogmRoyal SocietyCOLTUREsicurezza alimentarefabbisogno di cibofameambientesalute
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