L’Intergruppo per l’allevamento sostenibile (Sustainable Livestock Intergroup) promuove un evento il 28 gennaio 2026 presso il Parlamento europeo. L’incontro riunisce le varie anime del settore per discutere le strategie finalizzate a ridurre ulteriormente le emissioni di gas della produzione zootecnica europea e a garantirne la sostenibilità economica.
Istituito nel 2025, l’Intergruppo è piattaforma di dialogo sui temi relativi all’allevamento animale: l’obiettivo è bilanciare le esigenze ambientali, la produzione alimentare, il reddito degli agricoltori e il benessere animale attraverso delle soluzioni pratiche supportate da evidenze scientifiche.
Il progressi del settore in ambito di sostenibilità ambientale
La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra è un pilastro dell’azione climatica globale e un obiettivo essenziale della legislazione europea sul clima. Il settore zootecnico dell’UE contribuisce in maniera concreta a questo obiettivo, riducendo le emissioni lungo tutta la filiera alimentare, in particolare quelle legate al metano e alla gestione dei reflui zootecnici.
Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, le emissioni del settore zootecnico europeo sono diminuite del 23% tra il 1990 e il 2014. La produzione agricola ha registrato un’ulteriore diminuzione del 6% tra il 2005 e il 2023, trainata principalmente dalle migliori pratiche legate all’allevamento. Questi dati sottolineano sia gli importanti traguardi raggiunti, sia l’impegno nel continuare con queste azioni.
In tutta l’UE, gli agricoltori e gli attori del settore stanno implementando una vasta gamma di soluzioni, tra cui: migliore gestione della salute animale; ottimizzazione della qualità dei mangimi; progresso genetico; approcci di economia circolare. Queste misure richiedono investimenti sostenuti: senza un’adeguata remunerazione per gli agricoltori e gli allevatori, la riduzione delle emissioni diventa l’espressione di un approccio privo di aderenza alla realtà.
La riunione offre l’opportunità di ascoltare direttamente dai rappresentanti della FAO, dai ricercatori, dagli allevatori e dai produttori i progressi compiuti dal settore. Per la registrazione clicca qui




