L’agroalimentare italiano si conferma motore fondamentale dell’economia nazionale e leader in Europa. L’intera filiera – dal campo alla tavola – contribuisce fino al 15% del PIL. I dati arrivano dal Rapporto ISMEA 2025 presentato lo scorso 3 dicembre a Roma.
“I dati mostrano come i risultati confermino la correttezza delle scelte compiute – ha affermato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida nel corso della presentazione del Rapporto -. Il sistema italiano è sostenuto dalle energie che il Governo Meloni ha voluto investire per proteggere il settore rendendo più sicuri imprenditori agricoli, allevatori, pescatori e l’agroindustria”.
L’Italia guida l’Europa per valore aggiunto agricolo, con 44,4 miliardi di euro, e si conferma terza per valore aggiunto dell’industria alimentare con 38 miliardi di euro (+3,5% a prezzi correnti). Cresce anche il reddito agricolo, tra i più alti del continente (+9,2% nel 2024). Il Paese mantiene la leadership mondiale per prodotti DOP e IGP con circa 900 registrazioni, simbolo della qualità italiana.
“Il Rapporto ISMEA 2025 descrive un sistema che è motore economico e patrimonio identitario: una filiera solida, capace di reagire alle turbolenze esterne e di crescere sui mercati internazionali nonostante instabilità geopolitica e nuove spinte protezionistiche”, hanno spiegato il Presidente ISMEA Livio Proietti e il Direttore Generale Sergio Marchi.
L’occupazione agricola continua a crescere, con circa 1 milione di addetti nel 2024 (+0,7% sul 2023), mentre gli investimenti privati agricoli hanno raggiunto 10,6 miliardi di euro, ai massimi storici. La produttività agricola supera la media UE, con 46.300 euro di valore aggiunto per addetto.
L’export agroalimentare italiano ha sfiorato i 70 miliardi di euro nel 2024, passando da un deficit di 6 miliardi nel 2015 a un surplus di 2,8 miliardi. Il trend positivo continua nel 2025, con un aumento del 5,7% nei primi nove mesi.
Infine il Rapporto Ismea 2025 evidenzia come negli ultimi tre anni il Governo abbia mobilitato oltre 15 miliardi di euro per sostenere filiere, innovazione e occupazione giovanile, sottolineando come in particolare il “Fondo contratti di filiera (FCF)” abbia visto un incremento della dotazione fino a 4 miliardi di euro.
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