GIORNALE DI ECONOMIA, LEGISLAZIONE, RICERCA E NUTRIZIONE DEL SETTORE MANGIMISTICO

L’Italia avanza sulle TEA: proroga alla sperimentazione e stop alla geolocalizzazione

Autore:

di Clara Fossato, portavoce di Cibo per la mente*

La segnalazione e l’ammissione in legge di Bilancio dell’emendamento De Carlo-Nocco che proroga la sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) fino al 31 dicembre 2026 ed elimina l’obbligo di geolocalizzare i siti sperimentali, rappresenta un passaggio politico significativo per il mondo della ricerca e per l’intera filiera agroalimentare. L’iniziativa interviene su due aspetti complementari: da un lato assicura continuità ai progetti avviati, dall’altro rafforza le condizioni di sicurezza in cui operano ricercatori e istituti impegnati nelle prove in campo delle varietà ottenute con le tecniche genomiche più avanzate.

La proroga al 2026 assume un valore strategico in una fase in cui la sperimentazione in campo delle TEA è diventata un tassello essenziale per affrontare le sfide del settore primario. Già oggi sono in corso prove su colture simbolo del Made in Italy come riso, vite e pomodoro, mentre nei giorni scorsi sono stati annunciati nuovi progetti che dal 2026 coinvolgeranno solanacee, colture arboree e cereali a paglia. Il CREA svolgerà un ruolo centrale in questa fase, coordinando un polo nazionale d’eccellenza che riunirà le migliori competenze di università, enti pubblici e centri di ricerca privati. Avere più tempo significherà permettere ai progetti di completare le procedure autorizzative, valutare le varietà sperimentali in più cicli colturali e valorizzare anni di lavoro dedicati ad affrontare le sfide più urgenti, dalla resilienza climatica al contrasto di parassiti e patogeni, fino alla riduzione dei costi produttivi.

L’emendamento affronta anche il nodo della sicurezza delle aree di sperimentazione che negli ultimi due anni hanno subito attacchi diretti: nel 2024 il primo campo di riso Tea è stato danneggiato da un grave atto vandalico, mentre pochi mesi dopo, a inizio 2025, è stato sabotato anche il vigneto sperimentale di Verona. Questi episodi hanno reso evidente quanto siano esposti i siti sperimentali a causa dell’obbligo di rendere pubblica la posizione, condizionando il lavoro quotidiano e generando timori sulla riuscita dei test in campo. Come ha raccontato la professoressa Vittoria Brambilla, responsabile del progetto sul riso TEA, che lo scorso settembre ha potuto raccogliere i frutti delle sue prove in campo, “dopo il vandalismo dell’anno scorso abbiamo vissuto un’estate al cardiopalma, temendo che potesse accadere di nuovo qualcosa”.

Per questo motivo il mondo della ricerca sottolinea da tempo la necessità di rivedere le prescrizioni sulla geolocalizzazione dei campi sperimentali, allineandole agli standard adottati negli altri Paesi. “Sarebbe un modo per farci lavorare più serenamente”, ha spiegato la professoressa Brambilla, “ma anche per investire più risorse in ricerca, invece che in sorveglianza”. La sperimentazione di quest’anno ha infatti richiesto investimenti significativi in sistemi di sicurezza, sottraendo importanti risorse alle attività scientifiche. La professoressa Brambilla si è detta molto soddisfatta dei risultati ottenuti: “La prima cosa che abbiamo potuto appurare – noi così come gli agricoltori e gli eurodeputati che sono venuti a visitare i campi – è che le nostre piante non hanno nulla di diverso da quelle tradizionali. Le TEA non sono Frankenstein, ma sono identiche alle altre a parte il tratto che si intende migliorare”. Anche grazie all’emendamento le prove in campo andranno avanti: “L’intenzione è di proseguire migliorando l’impianto sperimentale. Quest’anno abbiamo imparato un sacco di cose e vogliamo raffinare il piano per ottimizzare tempo e risorse. Stiamo pensando a un campo un po’ più isolato, magari più grande, e di inserire varietà antiche molto suscettibili al brusone per facilitare la propagazione delle spore e ottenere dati scientifici solidi anche su questo aspetto”, ha spiegato Brambilla.

La scelta italiana assume un peso ancora maggiore se inserita nel contesto europeo, dove l’iter legislativo per definire una normativasulle TEA procede con estrema lentezza. I triloghi tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione restano bloccati su temi come etichettatura, tracciabilità e brevetti, ritardando l’approvazione di un regolamento atteso da anni da agricoltori, imprese e comunità scientifica. In questo scenario la segnalazione dell’emendamento De Carlo-Nocco dimostra che la politica italiana ha invece compreso il valore strategico delle TEA per il futuro dell’agricoltura, rendendo il nostro Paese un punto di riferimento sul tema. L’auspicio è che questo esempio contribuisca a sbloccare l’impasse europea, dando nuovo impulso ai legislatori europei e favorendo un quadro regolatorio chiaro e definitivo. L’Italia ha indicato la direzione, dimostrando che la scienza deve guidare le scelte politiche. Ora l’Europa non può più permettersi ritardi: gli agricoltori hanno bisogno di strumenti adeguati per affrontare le trasformazioni in atto.

*iniziativa nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di investire in tecnologia e ricerca nel campo dell’agricoltura e dell’industria degli alimenti per garantire attraverso la promozione dell’innovazione e della sostenibilità l’approvvigionamento del cibo, la creazione di posti di lavoro, la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza alimentare.

Last modified: 21 Aprile 2026