GIORNALE DI ECONOMIA, LEGISLAZIONE, RICERCA E NUTRIZIONE DEL SETTORE MANGIMISTICO

I mercati delle materie prime e l’andamento della filiera suinicola nel bimeste settembre-ottobre 2025

Autore:

di Gabriele Canali e Ronny Ariberti -Crefis, Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili

I mercati delle materie prime

Nel bimestre settembre-ottobre 2025 le differenti tipologie di mais valutate alla borsa merci di Milano hanno evidenziato una diminuzione delle quotazioni in entrambi i mesi considerati, mentre una ripresa ha interessato le quotazioni sul mercato statunitense. Mediamente le quotazioni nazionali sono diminuite tra il -0,1% e il -6% in settembre, mentre in ottobre le variazioni sono risultate più ampie (dal -5% al -10%). Negli USA, al contrario, i rialzi sono stati del +3,0% e del +0,8% rispettivamente in settembre e ottobre.

A livello tendenziale le variazioni continuano a rimanere positive sul mercato nazionale per tutti i prodotti considerati in settembre, mentre in ottobre l’andamento risulta differente a seconda del prodotto considerato.

Nello specifico il prezzo del mais contratto 103 sul mercato nazionale ha subito un primo calo in settembre (-6,2%), per poi scendere ulteriormente nel mese successivo fermandosi a 228,3 euro/t (-6,4%).

In calo, in entrambi i mesi considerati, il prezzo del mais con caratteristiche che ad ottobre si è assestato a 246,2 euro/t (-5,5% la variazione congiunturale di ottobre dopo un -2,8% in settembre).

Diminuzioni sono state registrate anche per i prodotti di importazione, sia di origine comunitaria che extra-comunitaria, con cali sia nel mese di settembre (-0,1% e -4,5% rispettivamente), che nel mese successivo quando hanno raggiunto i 253,8 euro/t per il prodotto comunitario (-8,7% rispetto a settembre) e i 245,6 euro/t per quello non comunitario (-9,6%).

I prezzi medi mensili di settembre sono risultati tutti più alti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con variazioni dal +7% al +13% a seconda del mercato e prodotto considerato, mentre in ottobre le variazioni sono state negative per il prodotto con caratteristiche e quello non comunitario (-0,4% e -4,8% rispettivamente), mentre una variazione positiva del +2,2% è stata registrata per il mais contratto 103. Infine l’attuale valore del mais comunitario è risultato lo stesso di ottobre 2024. Nel complesso nel corso del 2025 si segnala un gap tendenzialmente crescente tra le quotazioni del prodotto sul mercato nazionale e quelle del prodotto di origine USA e in arrivo a Rotterdam.

Per quanto riguarda la soia le quotazioni del prodotto estero sul mercato nazionale mostrano un aumento sia in settembre che in ottobre; mentre sul mercato internazionale si è registrato un calo nel primo mese e un aumento nel secondo.

Il prodotto nazionale è stato quotato solamente in ottobre, quando ha raggiunto i 400,2 euro/t (in calo del -8,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato). In aumento i prezzi del prodotto di provenienza estera, cresciuti del +1,4% in settembre e del +0,1% in ottobre quando hanno raggiunto i 425,0 euro/t. I prezzi medi mensili dell’ultimo bimestre si confermano al di sotto dei livelli fatti registrare nello stesso bimestre dello scorso anno, con variazione rispettivamente pari a -3,5% e -2,8% nei due mesi considerati.

 In settembre sono risultati in calo anche i prezzi esteri, sia negli USA (-1,8%) che a Rotterdam (-1,6%), mentre nel mese successivo vi è stata una ripresa che ha portato a valori di 302,8 euro/t (+1,3%) e di 347,2 euro/t (+0,8%) rispettivamente per i due mercati citati.

Restano negative le variazioni tendenziali nell’ultimo bimestre con valori compresi tra -0,4% e -14%.

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Last modified: 27 Marzo 2026