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Patrizio La Pietra (Masaf): “Filiera zootecnia unita non è un’opzione, ma un dovere”

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di redazione

Il Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, sen. Patrizio Giacomo La Pietra, è intervenuto a conclusione dei lavori a Verona in occasione della 117ª rassegna internazionale dell’agricoltura, portando il punto di vista del Governo rispetto alla situazione complessiva della filiera, alla necessità di unire le forze e alle attività dispiegate dall’Esecutivo nell’ultimo periodo. Dopo aver riportato ai presenti i saluti del Ministro Francesco Lollobrigida, impossibilitato a partecipare a causa di concomitanti impegni istituzionali e aver rivolto un saluto agli attori della filiera presenti, definendoli i “veri protagonisti del lavoro quotidiano nel settore”, è entrato nel vivo delle questioni politiche relative alle sfide della filiera e al ruolo del Ministero.

La strategia del “Sistema Italia”

In merito alla necessità di un coinvolgimento attivo delle istituzioni, la posizione espressa è stata chiara: la partecipazione non è un’opzione, ma un dovere. Secondo La Pietra solo attraverso un lavoro di squadra che coinvolga l’intero “Sistema Italia” diventa possibile affrontare le criticità del comparto e valorizzarne appieno le potenzialità, visto il ruolo fondamentale che esso svolge all’interno dell’agroalimentare nazionale. Gli spunti emersi durante il dibattito si sono dimostrati in perfetta sintonia con le azioni politiche messe in atto in questi mesi dal Governo. In particolare è stato rivendicato l’impegno del Ministero nel promuovere un approccio basato sulla filiera attraverso due azioni concrete: l’istituzione di tavoli di confronto permanenti sulla filiera presso il Ministero – strumenti precedentemente assenti o non adeguatamente valorizzati – e gli investimenti in innovazione e per i contratti di filiera per i quali sono state mobilitate risorse significative: solo per gli accordi e i contratti di filiera sono infatti stati messi a disposizione 4,5 miliardi di euro.

Sviluppo e competitività agricoltura

Il Sottosegretario ha proseguito l’analisi degli impegni finanziari. L’obiettivo finale è l’ottimizzazione dei processi produttivi e l’abbattimento dei costi gestionali attraverso l’innovazione tecnologica applicata direttamente nelle stalle e negli allevamenti. L’architettura dei finanziamenti – ha spiegato il senatore – viaggia su un doppio binario di risorse nazionali e fondi europei strutturati per garantire una prospettiva di medio-lungo periodo: la dotazione è passata da uno stanziamento iniziale di 650 milioni di euro a uno complessivo di oltre 4,5 miliardi di euro grazie all’integrazione di due tranche da due miliardi ciascuna derivanti dal PNNR. Dei primi due miliardi già a regime, circa 600 milioni di euro sono destinati specificamente al sistema zootecnico. Se si considera il co-finanziamento delle aziende e le risorse nazionali, l’investimento complessivo attualmente in campo sfiora il miliardo di euro. Rispetto alla riduzione dei costi energetici, fattore critico per la competitività anche in ambito agroalimentare, un pilastro fondamentale della strategia governativa risulta essere la riduzione dei costi di approvvigionamento. In questa direzione sono stati stanziati 2,5 miliardi di euro che hanno permesso a oltre 24.000 aziende di avviare percorsi di indipendenza energetica nell’agrisolare senza consumo aggiuntivo di suolo. È previsto inoltre un ulteriore incremento di 800 milioni di euro per consolidare questo percorso virtuoso e rendere le aziende sempre meno vulnerabili alle fluttuazioni del mercato energetico. A livello legislativo Il Sottosegretario ha rimandato alla discussione alla Camera dei Deputati del Decreto Legge “Coltivaitalia” nel quale per la carne bovina sono previsti 300 milioni di euro specificamente dedicati all’incentivazione della produzione interna, altri 300 milioni di euro per il sostegno delle filiere più deboli e 150 milioni di euro destinati a favorire l’ingresso e la permanenza dei giovani nel settore agricolo.

Questione sanitaria

La Pietra ha affrontato anche le criticità sanitarie e comunicative che interessano il comparto, sottolineando l’importanza di un approccio proattivo e di una rigorosa tutela della legalità per salvaguardare l’immagine del Made in Italy. Rispetto alla peste suina africana (PSA), grazie alle azioni messe in campo l’obiettivo è giungere entro la metà di marzo alla rimozione di tutte le restrizioni in Lombardia e in gran parte del Piemonte, consolidando i risultati già ottenuti in altre regioni come Lazio, Campania e Calabria. Per quanto riguarda la dermatite nodulare bovina si prevede l’eliminazione dei vincoli su tutto il territorio nazionale (fatta eccezione per la Sardegna) entro la metà del mese corrente attraverso la collaborazione con il Commissario straordinario e il Ministero della Salute. Sull’influenza aviaria è stato avviato infine un nuovo piano di vaccinazione nazionale, orientato a prevenire l’insorgenza dei focolai anziché limitarsi a gestire il danno.

Comunicazione e tutela del sistema

Il Sottosegretario ha avuto modo di soffermarsi anche sulla narrazione mediatica del settore, criticando le campagne giornalistiche che generalizzano i casi di irregolarità e oscurano l’operato della stragrande maggioranza degli allevatori che rispetta le regole. È stata sollecitata una “comunicazione trasversale” che valorizzi la qualità e la trasparenza, affinché il comportamento isolato di pochi non danneggi la reputazione dell’intera filiera. L’Italia si conferma per di più leader europeo nella sicurezza agroalimentare. Il Ministero ha infatti potenziato le attività di vigilanza attraverso la creazione di una cabina di regia unica che coordina tutte le forze dell’ordine e l’incremento del personale ispettivo (ICQRF) e la promozione del modello di controllo italiano a livello comunitario, con l’obiettivo di uniformare gli standard europei e ridurre le asimmetrie competitive con i Paesi che adottano criteri meno stringenti nelle verifiche e nelle sanzioni.

Filiera complessa e visione futura

È stata infine ribadita la complessità del sistema zootecnico che richiede interventi differenziati per le diverse specificità (bovina, suina, avicola, cunicola, ovi-caprina e ittica). Pur riconoscendo che le risorse attuali siano un punto di partenza e non un traguardo definitivo, La Pietra ha ribadito che la strada intrapresa è l’unica via per garantire la tenuta e il rilancio del settore. E per questo ha rivolto un appello alle associazioni e agli operatori: la filiera deve farsi garante della propria integrità, isolando chi non rispetta le norme per proteggere l’immagine collettiva dei prodotti nazionali. La conclusione si riconnette all’apertura, riaffermando la totale disponibilità del Ministero e dei tavoli di confronto permanenti alla promozione di un lavoro di squadra che sappia guardare al futuro della zootecnia con ottimismo, garantendo risposte concrete alle sfide del mercato globale.

Last modified: 17 Aprile 2026