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Influenza aviaria, casi in calo in Europa

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Secondo l’ultimo rapporto trimestrale di monitoraggio dell’EFSA, del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e del Laboratorio di riferimento dell’UE (EURL), il numero di focolai registrati è complessivamente superiore rispetto agli anni precedenti per lo stesso periodo. Il rischio per la popolazione generale rimane tuttavia basso. In Europa, i casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) negli uccelli hanno iniziato a diminuire, dopo un periodo autunnale e invernale in cui la circolazione dell’HPAI negli uccelli acquatici ha raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque anni.

Avicoli e uccelli
Tra il 29 novembre 2025 e il 27 febbraio 2026, le autorità hanno segnalato 406 focolai di HPAI negli uccelli domestici e 2.108 negli uccelli selvatici in 32 paesi europei. Mentre i casi rilevati negli uccelli domestici sono stati simili a quelli dello stesso trimestre degli ultimi due anni, i casi rilevati negli uccelli selvatici sono stati tre volte superiori rispetto all’anno scorso e quasi cinque volte superiori rispetto a due anni fa, conseguenza del picco autunno-inverno insolitamente intenso. Da dicembre, i casi rilevati hanno intrapreso una traiettoria discendente, in linea con l’andamento stagionale previsto verso la primavera.

Negli allevamenti avicoli, la maggior parte delle infezioni è derivata da contatti indiretti con uccelli selvatici e la diffusione da un allevamento all’altro è risultata rara. Questi risultati sottolineano l’importanza di applicare rigorose misure di biosicurezza per limitare l’introduzione del virus dalla fauna selvatica e la sua diffusione da un allevamento all’altro.

Mammiferi
Sebbene la tendenza generale dei casi negli uccelli sia diminuita da dicembre, si è registrato un lieve aumento dei casi rilevati nei mammiferi. Per la prima volta nell’UE, la sierologia in una mandria di bovini da latte apparentemente sana ha indicato una precedente esposizione all’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), suggerendo un possibile spillover dagli uccelli selvatici.

Last modified: 26 Marzo 2026