Federico Bricolo (Veronafiere): “Il dialogo è centrale per creare una visione comune nella filiera zootecnica”
di Salvatore Patriarca, Redazione
Federico Bricolo, veronese, vanta una lunga carriera nelle istituzioni italiane avendo ricoperto ruoli come parlamentare e Sottosegretario alle Infrastrutture. Presidente di Veronafiere dal 2022, guida lo sviluppo strategico e l’internazionalizzazione del polo fieristico puntando sulla centralità delle filiere agroalimentari italiane. Mangimi&Alimenti lo ha intervistato per fare il punto sugli Stati Generali della Zootecnia e sul futuro della filiera.
Gli Stati Generali della Zootecnia, organizzati da Assalzoo e Fieragricola, hanno riunito tutta la filiera. Qual è, a suo avviso, il messaggio più importante che ne è emerso?
Ritengo che siano più di uno i messaggi significativi. In primo luogo, la scelta di Fieragricola da parte di un’associazione di rilievo come Assalzoo rappresenta un segnale chiaro al mondo degli operatori: la zootecnia, a livello fieristico, tanto come espositori quanto come luogo di dibattito, è rappresentata in Italia da Veronafiere. Fieragricola, insieme a Fieracavalli, è la prima manifestazione fieristica professionale di Verona, nata nel 1898 e da allora sempre rivolta ad innovare. Altro messaggio chiave degli Stati Generali della Zootecnia è legato alla forza del dialogo all’interno della catena di approvvigionamento. Il settore zootecnico è centrale per l’agroalimentare italiano e necessita di una visione coordinata da parte dei diversi attori che operano al suo interno, dalla mangimistica fino alla distribuzione, dagli allevatori ai trasformatori, distributori, fino ai consumatori.
La zootecnia italiana esprime produzioni di eccellenza riconosciute nel mondo. Cosa bisogna fare per garantire che questo valore si distribuisca in modo equo su tutti gli attori della filiera, dagli allevatori fino alla distribuzione?
Nelle economie di mercato non è possibile imporre i prezzi, che seguono prevalentemente quotazioni legate a domanda e offerta e sono influenzati da diversi altri fattori come la geopolitica, gli scambi internazionali, scenari di natura sanitaria, tendenze di consumo. Mercati liberi e trasparenti, dove i costi di produzione e le marginalità sono chiare, le informazioni accessibili a tutti i player, le rilevazioni impostate su contrattazioni corrette, dovrebbero naturalmente individuare formule in grado di garantire una equa distribuzione del valore. Alcune filiere zootecniche funzionano meglio di altre, ma ogni filiera ha equilibri propri. Dialogo, tavoli di filiera e incontri periodici, monitoraggio delle istituzioni possono contribuire a determinare regole per una distribuzione più equa e più efficiente per assicurare marginalità a ogni anello della catena di approvvigionamento. In un contesto in cui le informazioni puntuali possono essere un aiuto vincente, anche l’introduzione di strumenti di rilevamento e analisi all’avanguardia devono essere considerate.
Fieragricola e il polo alimentare veneto rappresentano un attore strategico per la zootecnia italiana. Che ruolo possono giocare nel sostenere la competitività del settore, dalla comunicazione al rapporto con l’opinione pubblica?
Fieragricola è una rassegna internazionale dedicata all’agricoltura e, come tale, è portatrice di innovazione, dibattito, presentazione di dati, tendenze e, come manifestazione di primo piano per il settore primario a livello europeo, può veicolare alle istituzioni le posizioni degli stakeholder della zootecnia italiana. Veronafiere promuove l’informazione, l’economia, l’innovazione in diversi ambiti fieristici e lo fa anche nei settori dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentare, favorendo allo stesso tempo l’internazionalizzazione. Sono questi gli elementi di forza che come società fieristica possiamo garantire e partnership con attori di livello come Assalzoo amplificano la portata degli interventi, migliorandone gli effetti. Non dobbiamo dimenticare che le filiere produttive crescono solamente se c’è sinergia fra i protagonisti, in modo da incrementare le marginalità e sostenere gli investimenti, quanto mai importanti in una fase di profonda evoluzione per i mercati.
Assalzoo è l’anello di partenza della filiera, alla base della qualità del prodotto finale. Quanto conta questa collaborazione per promuovere il Made in Italy zootecnico?
La scienza ha dimostrato che la produzione di mangimi di qualità è strategica per diversi aspetti. Non parliamo solamente della sicurezza alimentare e della qualità, perché è evidente che il risultato finale del percorso di allevamento parte da come l’animale è alimentato. Oggi l’alimentazione è parte di un approccio olistico che va oltre gli aspetti nutrizionali, ma abbraccia anche gli aspetti alimentari proiettati a migliorare salute e benessere animale, efficienza nella conversione di crescita degli animali e aspetti ambientali.
La filiera agroalimentare italiana vale 180 miliardi di euro. Quanto è decisiva l’unità di tutti gli attori della filiera zootecnica per difendere e accrescere questo valore nei prossimi anni?
Poter contare su progetti condivisi, strategie univoche e armonia di filiera è un elemento chiave per la crescita del settore. Non dobbiamo dimenticare che la richiesta di proteine nobili a livello mondiale è in crescita e l’Italia ha le potenzialità per continuare a garantire grandi produzioni di origine animale fortemente legate alla qualità, all’identità e al territorio come valore aggiunto. Abbiamo le carte in regola per conquistare nuovi spazi di mercato di alta fascia in tutto il mondo e possiamo farlo incrementando le produzioni e migliorando ulteriormente la sostenibilità economica, ambientale e sociale. Veronafiere, in tal senso, non solo con Fieragricola ma anche con gli altri eventi leader, può diventare piazza privilegiata dove intercettare nuovi mercati e nuovo business.
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Last modified: 28 Luglio 2026





