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Da scarto a risorsa: come il letame può contribuire a chiudere il ciclo dei nutrienti in Europa

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Il letame non è un semplice rifiuto, ma una risorsa preziosa per produrre concimi a base biologica (bio-based) riducendo le emissioni e sostenendo un sistema agricolo più circolare. Come si legge sul sito della Commissione Europea in una news sulla pagina dedicata allo Sviluppo rurale e dell’agricoltura, è questa la sfida al centro di FertiCovery, un progetto europeo di ricerca e innovazione che riunisce ricercatori, industria, agricoltori e decisori politici con un obiettivo chiaro: identificare soluzioni pratiche e pronte per essere implementate a livello europeo. Coordinato dall’organizzazione olandese BTG Biomass Technology Group, il progetto coinvolge 8 partner provenienti da 7 Paesi europei: Belgio, Germania, Grecia, Italia, Polonia, Spagna e Paesi Bassi.

Uno sguardo al futuro

Lanciato a gennaio 2025, FertiCovery ha completato i suoi primi diciotto mesi di attività e si prepara a pubblicare nei prossimi mesi i risultati dettagliati delle proprie valutazioni tecniche, ambientali e di mercato. “In un settore che affronta molteplici sfide, il letame offre una strada concreta per raggiungere gli obiettivi climatici rafforzando la competitività, rendendo l’agricoltura più attrattiva per le giovani generazioni e creando posti di lavoro verdi nelle aree rurali”, ha spiegato Martijn Vis della BTG Biomass Technology Group, coordinatore del progetto.

Ripensare il letame

L’idea alla base di FertiCovery è semplice: l’Europa possiede già gran parte dei nutrienti di cui ha bisogno. “In Europa disponiamo di molte risorse come rifiuti organici, letame e acque reflue, che contengono nutrienti recuperabili e trasformabili in fertilizzanti a base biologica”, spiega Martijn Vis della BTG Biomass Technology Group, coordinatore del progetto. E per il settore zootecnico questa opportunità è particolarmente significativa: il letame rappresenta la principale materia prima per la produzione di bio-fertilizzanti, ma per valorizzarlo al meglio servono tecnologie, logistica e politiche adeguate. Il risultato consiste non solo in una migliore gestione delle sostanze nutritive, ma anche nella riduzione della dipendenza dell’Europa dai fertilizzanti di importazione, a tutto vantaggio della stabilità del sistema agricolo.

Chiudere il ciclo dei nutrienti

Grazie a tecnologie come la digestione anaerobica e altre pratiche di recupero, il letame può essere trasformato in energia rinnovabile e fertilizzanti organici capaci di restituire al terreno nutrienti e sostanza organica. Questo processo riduce le emissioni di gas serra, sostituisce in parte i concimi minerali tradizionali e contribuisce ad avere suoli più sani e produttivi. Dunque, anziché considerare il letame come uno scarto da smaltire FertiCovery lo interpreta come una risorsa chiave per la bioeconomia circolare. “Il letame degli allevamenti non deve più essere visto come un rifiuto, ma come una risorsa di valore che aiuta a chiudere i cicli dei nutrienti e del carbonio in agricoltura”, ha affermato Vis.

La visione del progetto va oltre la semplice gestione dei rifiuti: punta a valorizzare le risorse biologiche europee sostenendo al contempo l’azione per il clima, la circolarità e la sicurezza alimentare a lungo termine.

Individuare soluzioni già esistenti

Oggi FertiCovery aiuta a selezionare le tecnologie di recupero dei nutrienti più promettenti tra quelle già disponibili in Europa. Il progetto ha analizzato oltre 150 tecnologie, selezionando 25 filiere di recupero dei nutrienti per sottoporle a un’attenta valutazione tecnica, ambientale e di mercato: l’obiettivo è comprendere non solo le prestazioni di questi sistemi, ma anche quali barriere ne ostacolino una diffusione su larga scala.

Per rendere queste conoscenze accessibili a tutti il progetto ha lanciato a maggio 2026 un catalogo online che raccoglie le analisi delle 25 tecnologie selezionate aiutando agricoltori, aziende e legislatori a individuare soluzioni concrete e subito applicabili.

L’importanza del quadro normativo

Sviluppare tecnologie efficaci è solo una parte della sfida. Il vero successo dipende dalle normative, dalla sostenibilità economica e dalla fiducia degli operatori. Secondo il team di FertiCovery le soluzioni di recupero devono fornire fertilizzanti pratici da usare, convenienti e sostenuti da un quadro normativo adeguato. È inoltre fondamentale conquistare la fiducia degli agricoltori garantendo prestazioni costanti nel tempo. Per questo il progetto affianca alla ricerca tecnica l’analisi di mercato, la valutazione d’impatto ambientale e il coinvolgimento diretto di tutti gli attori della filiera.

Un sostegno per un settore zootecnico più forte

A causa delle tensioni geopolitiche degli ultimi anni, i problemi nelle catene di approvvigionamento e l’aumento dei prezzi sui mercati globali, ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni di fertilizzanti è recentemente diventato un tema centrale. Per FertiCovery il recupero dei nutrienti rappresenta un’opportunità sia per migliorare le singole aziende agricole, sia per rafforzare l’autonomia strategica dell’intero continente. “La vera opportunità sta nel costruire un mercato dei fertilizzanti a base biologica più solido e indipendente dalle importazioni, in grado di consolidare l’autonomia strategica dell’Europa nel settore dei nutrienti”, ha spiegato Vis. Questo traguardo rispecchia da vicino gli obiettivi della Strategia UE per la Zootecnia che promuove maggiore resilienza, circolarità ed efficienza nell’uso delle risorse, creando al contempo nuove opportunità per gli agricoltori e le comunità rurali.

Last modified: 16 Ottobre 2026