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Agroalimentare UE: oltre 40 sigle chiedono alla Commissione Europea un’agenda strategica per la competitività

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Un fronte unito di oltre 40 organizzazioni della filiera agroalimentare europea hanno firmato un manifesto congiunto per chiedere alla Commissione Europea un nuovo approccio: dalla produzione nei campi alla trasformazione industriale, l’intero settore – che genera oltre 1.000 miliardi di euro di valore – reclama meno burocrazia e più investimenti per proteggere la sicurezza e la sovranità alimentare del Continente.

L’agricoltura e il cibo – si legge nel manifesto congiunto – sono da sempre il cuore del progetto europeo, un pilastro fondamentale per la nostra economia, la nostra sicurezza e il nostro stile di vita. Complessivamente l’intera catena del valore agroalimentare genera un valore aggiunto lordo superiore ai 1.000 miliardi di euro, superando l’impronta economica di molte altre industrie pesanti dell’Unione. Ogni giorno gli agricoltori e tutti gli attori della filiera garantiscono ai cittadini cibo sicuro e di alta qualità. In un mondo segnato da instabilità geopolitica e conflitti, questo settore rappresenta una forza stabilizzatrice e una risorsa strategica per la resilienza, la sostenibilità e la cultura del territorio.

Nonostante il suo valore l’agroalimentare europeo è oggi sottoposto a crescenti pressioni. L’incertezza globale, la crescente complessità normativa, le norme obsolete che ostacolano l’innovazione e i crescenti oneri amministrativi stanno mettendo a rischio intere filiere. Questi ostacoli non solo aumentano il carico amministrativo, ma bloccano gli investimenti essenziali, frenano l’innovazione e rendono più difficile attuare quella transizione che la società si aspetta.

Oggi più che mai l’Europa deve rafforzare la propria indipendenza strategica. Ciò significa investire nel settore per garantire produttività in ogni regione, assicurare prezzi accessibili ai consumatori e favorire il ricambio generazionale nelle campagne, mantenendo sempre altissimi gli standard di sicurezza.

Le 41 organizzazioni firmatarie accolgono con favore l’impegno della Commissione Europea per il mandato 2024-2029 volto a tagliare la burocrazia e modernizzare la legislazione. Tuttavia, è tempo di passare dalle promesse ai fatti per cambiare concretamente la vita di milioni di agricoltori e operatori.

Sebbene siano stati fatti i primi passi con le proposte “Omnibus”, serve molto di più. Le istituzioni UE devono andare oltre, ammodernando quelle norme che oggi scoraggiano l’economia circolare e rallentano i permessi. L’obiettivo deve essere chiaro: rendere l’Europa un leader mondiale nella regolamentazione intelligente, permettendo alle nostre imprese di competere sui mercati globali e garantendo il pieno funzionamento del Mercato Unico.

Se l’Europa vuole davvero essere sovrana e resiliente, deve partire dall’agricoltura. Ridurre le dipendenze strategiche e aumentare la competitività del settore sono le fondamenta di un’Unione pronta alle sfide future. Mettere la filiera agroalimentare al centro dell’agenda politica non è solo una scelta economica, ma un investimento nella nostra sicurezza comune e nella nostra stabilità geopolitica.

Il momento di agire è adesso. Chiediamo ai leader europei di ascoltare la voce della filiera e di adottare politiche concrete per garantire il futuro di un settore vitale per tutti.

Last modified: 28 Luglio 2026