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Argentina, prevista riduzione della coltivazione del mais

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Il basso prezzo di vendita, gli elevati costi di produzione e le interferenze governative stanno convincendo molti agricoltori argentini ad abbandonare la coltivazione del mais in favore di quella della soia. Nella stagione 2015/16, la superficie di territorio argentino dedicata alla coltivazione di questo cereale dovrebbe, infatti, diminuire drasticamente. È prevista una riduzione pari al 20%, circa 2,72 milioni di ettari in meno, secondo le stime del Buenos Aires Grain Exchange.

La perdita di popolarità della coltivazione del mais è dovuta a diversi motivi. Innanzitutto l’abbassamento dei prezzi del cereale. Inoltre, appaiono determinanti gli elevati costi dei semi, dei fertilizzanti, dell’affitto dei terreni e del trasporto dalle zone di produzione alle strutture portuali. Contribuiscono, poi, anche le interferenze del governo nel mercato.

Le autorità argentine possono, infatti, decidere di ridurre la quantità di mais che può essere esportata, in modo da aumentare l’offerta del cereale sul mercato interno e abbassarne il prezzo per la popolazione. Questo rende la coltivazione del cereale meno redditizia per gli agricoltori. Per questo motivo, molti di loro trovano più vantaggioso seminare la soia.

Nel mese di ottobre 2014, i produttori argentini  hanno piantato circa il 35% del mais, mentre negli ultimi cinque anni la media si era attestata al 47%. Secondo gli esperti del settore, non sorprenderebbe se il prossimo ottobre la percentuale si fermasse al 30%. Inoltre, le cattive condizioni climatiche potrebbero ostacolare ulteriormente la coltivazione del cereale. Nelle ultime settimane, molte zone dell’Argentina sono state raggiunte da forti piogge, che se dovessero persistere, potrebbero ritardare di un mese la prima semina del mais.

 

Foto: © smereka – Fotolia

Nadia Comerci