Caro energia e gasolio, Assalzoo: senza interventi rischio spirale inflazionistica sui prodotti alimentari
L’impennata del prezzo del gasolio e dell’energia registrata in questi giorni, a seguito delle tensioni internazionali e della guerra in Iran, rischia di avere effetti pesanti anche sul settore mangimistico e sull’intera filiera zootecnica italiana. Servono misure urgenti per evitare che si crei una nuova spirale inflazionistica capace di gravare sulla capacità di spesa delle famiglie.
Sulla produzione e distribuzione dei mangimi impattano in maniera significativa gli aumenti di queste settimane: il 100% dei mangimi viene consegnato agli allevamenti tramite camion. Il rincaro del gasolio si traduce quindi in un immediato aumento dei costi logistici per le imprese mangimistiche e per l’intera catena di approvvigionamento degli allevamenti, mentre il costo dell’energia incide direttamente sui processi produttivi delle aziende del settore.
“Gli allevamenti italiani stanno già affrontando una fase di forte difficoltà e un ulteriore aumento dei costi di trasporto rischia di impattare seriamente sulla loro competitività. Se non si interviene rapidamente – sottolinea Massimo Zanin, Presidente di Assalzoo – il rincaro dei carburanti rischia di generare un effetto a catena lungo tutta la filiera agroalimentare, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali di prodotti essenziali come latte, carni, uova e pesce. Bisogna evitare che si ripeta la bolla inflazionistica già vissuta negli anni 2022-2023”.
Per questo Assalzoo chiede al Governo misure urgenti per contenere almeno l’impatto del caro carburanti, tra cui una defiscalizzazione del gasolio per autotrazione destinato ai mezzi che trasportano mangimi e prodotti alimentari. Servono interventi rapidi e concreti per evitare che l’attuale crisi energetica – della quale al momento non è possibile prevedere la durata – si traduca in un ulteriore shock per il sistema zootecnico nazionale e per l’intera filiera alimentare del Paese.
Last modified: 10 Marzo 2026




