A luglio 2025 le esportazioni agroalimentari dell’UE hanno raggiunto 20,7 miliardi di euro, registrando un aumento dell’8% rispetto a giugno e un livello stabile rispetto a luglio 2024. Nel periodo gennaio-luglio il totale ha raggiunto 139,4 miliardi, pari a un incremento del 2% sull’anno precedente, principalmente dovuto all’aumento dei prezzi lungo diverse filiere. I dati arrivano da un comunicato stampa della Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione Europea.
Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera restano i principali mercati
Il Regno Unito rimane la principale destinazione, con il 23% delle esportazioni (32,4 miliardi). Le vendite verso questo mercato sono cresciute di 1,4 miliardi (+5%), trainate dai maggiori valori di cacao, cioccolato e prodotti lattiero-caseari. Stati Uniti e Svizzera seguono come mercati secondari. Al contrario, le spedizioni verso la Cina registrano un calo di 628 milioni (-8%) legato alla diminuzione dei volumi di cereali. Anche gli invii verso la Thailandia diminuiscono (-28%), sempre a causa della riduzione delle esportazioni di cereali.
Caffè, cacao e derivati trainano; i cereali flettono
Le categorie caffè, tè, cacao e spezie segnano la crescita più rilevante: +2 miliardi (+34%), spinti dall’aumento dei prezzi dei derivati del cacao. Dolciumi e cioccolato aumentano di 1,2 miliardi (+19%), mentre i prodotti lattiero-caseari crescono di 725 milioni (+6%), risultato ottenuto nonostante un leggero calo dei volumi. I cereali mostrano la contrazione più forte: -1,6 miliardi (-20%), per via di quantità inferiori (-23%), soprattutto per grano e mais. Nel comparto dell’olio d’oliva, i volumi crescono (+19%), ma il calo dei prezzi (-29%) riduce il valore complessivo delle esportazioni.
Importazioni in aumento spinte dalle materie prime
Le importazioni agroalimentari dell’UE raggiungono 16,1 miliardi a luglio (+5% su giugno e +10% su base annua). Da gennaio il totale è di 113 miliardi, in crescita del 15%, per effetto dei prezzi elevati di cacao e caffè.
La Costa d’Avorio guida l’aumento delle importazioni
La Costa d’Avorio registra la crescita maggiore: +2,2 miliardi (+59%), grazie al rincaro del cacao. Il Canada segna +1,3 miliardi (+93%) per l’aumento delle importazioni di colza, grano e mais. L’Ucraina mostra invece un calo di 1,2 miliardi (-16%), a causa di minori arrivi di cereali.
Prezzi elevati per cacao e caffè
Le importazioni di caffè, tè, cacao e spezie crescono di 9,2 miliardi (+57%), trainate dall’aumento dei prezzi: il cacao quasi raddoppia, mentre il caffè sale del 58%. Seguono frutta e frutta secca (+20%), prodotti non commestibili (+9%), cioccolato e dolciumi (+33%) e pollame e uova (+28%). In diminuzione olive e olio d’oliva, con un calo di 565 milioni (-46%) dovuto a minore disponibilità e prezzi più bassi.




