Home Attualità Fallisce l’accordo OMG per una riforma dell’agricoltura

Fallisce l’accordo OMG per una riforma dell’agricoltura

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L’Unione Europea e gli altri membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) hanno tentato di raggiungere un accordo per avanzare nella riforma dell’agricoltura durante la 13ª Conferenza Ministeriale (MC13) che si è conclusa venerdì 1 marzo ad Abu Dhabi. Purtroppo, le divergenze tra i membri sono state troppo ampie per essere risolte, portando ad un fallimento che penalizza soprattutto i paesi più vulnerabili, che contano maggiormente sul sistema di scambi multilaterale.

Secondo quanto riferisce la Commissione Europea, nonostante gli sforzi dell’UE e di altri membri per trovare compromessi, non è stato possibile raggiungere un accordo: un risultato particolarmente deludente, considerando che la riforma dell’agricoltura era uno degli interessi chiave per l’UE. Essendo un importante esportatore netto di prodotti agroalimentari, l’UE ha un interesse in un sistema commerciale ben funzionante ma le divergenze di opinioni, a volte unite a richieste irrealistiche da parte di altri membri dell’OMC, hanno reso impossibile l’accordo. In particolare, riferisce la Commissione Europea, trovare una soluzione permanente per i programmi di detenzione di scorte pubbliche si è rivelato il più grande ostacolo: sebbene tali programmi possano essere essenziali per contribuire alla sicurezza alimentare interna, se implementati come sostegno ai prezzi dei produttori, possono avere un impatto negativo sul commercio agricolo e sulla sicurezza alimentare di altri paesi.

Gli interessi del settore agricolo, così come la necessità di promuovere la PAC dell’UE, sono stati una considerazione cruciale nelle posizioni dell’Unione Europea nei negoziati. L’Unione Europea ha fatto grandi sforzi per ottenere risultati in campo agricolo, dimostrando impegno e collaborazione con gli altri membri dell’OMC: uno degli obiettivi principali dell’UE era la riforma degli aiuti che influenzano negativamente il commercio, implementati da molti paesi sviluppati e in via di sviluppo. Grazie alle riforme della Politica Agricola Comune (PAC), la maggior parte degli aiuti dell’UE non ha effetti negativi sul commercio e contribuisce in modo positivo agli obiettivi di protezione ambientale. Le priorità europee sui paesi più vulnerabili includevano il trovare un accordo per esentare i paesi meno sviluppati dalle restrizioni all’esportazione di alimenti, oltre ad assicurare un commercio equo per i produttori di cotone africani.