Mercati e zootecnia, come affrontare le crisi globali secondo il report FAO 2026
Esistono misure politiche efficaci in grado di attenuare e ridurre l’impatto degli shock sui mercati alimentari e agricoli mondiali, sempre più interconnessi tra loro e soggetti a crisi sempre più frequenti e intense. A confermarlo è un nuovo rapporto “The State of Agricultural Commodity Markets” pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).
Secondo i dati presentati nella nuova edizione del rapporto costruire quadri politici di supporto basati sulla cooperazione internazionale produce effetti concretamente positivi nel contenere le impennate dei prezzi e il rischio di insicurezza alimentare: con il valore del commercio agroalimentare quintuplicato dal 2000 a oggi – fino a raggiungere circa 2.000 miliardi di dollari – e con un numero sempre maggiore di Paesi integrati nelle reti di scambio, rafforzare la resilienza di fronte a queste gravi perturbazioni è ormai una priorità globale.
Le politiche commerciali fanno la differenza
Durante la pandemia di COVID-19 – per fare un esempio – l’adozione di restrizioni all’esportazione più contenute e di breve durata ha fatto sì che solo l’8% delle calorie scambiate a livello globale subisse impatti negativi. Si tratta di un netto miglioramento rispetto al periodo 2007-2008, quando il concorrere di diversi fattori sbilanciò i mercati colpendo ben il 16% del commercio calorico mondiale.
Mercati fluidi, allevamenti stabili
Il documento analizza nel dettaglio come i mercati mondiali possano assorbire le interruzioni e ripristinare un equilibrio a seguito di shock di varia natura, dalle catastrofi climatiche alle crisi socioeconomiche, fino ai conflitti o agli eventi biologici e tecnologici. Per il comparto zootecnico la fluidità degli scambi internazionali rappresenta una tutela indispensabile: gli allevamenti dipendono infatti in modo diretto dalla continuità degli approvvigionamenti di materie prime mangimistiche. Mantenere reti commerciali aperte e ben integrate consente di attutire la volatilità dei listini, limitare i picchi dei costi di produzione e proteggere la sostenibilità economica delle stalle.
La cooperazione evita la frammentazione del settore
Garantire stabilità alla zootecnia significa potersi affidare a regole chiare, evitare misure protezionistiche estemporanee nei periodi di tensione e rafforzare la trasparenza sulle disponibilità delle materie prime. Soltanto rafforzando la fiducia nelle reti di scambio globali sarà possibile offrire al settore primario gli strumenti necessari per superare le incertezze dei prossimi anni. La via da seguire richiede quindi un impegno multilaterale condiviso, come ha ricordato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, che ha sottolineato come la frammentazione finisca per penalizzare le realtà più deboli.
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Last modified: 23 Settembre 2026





