Sicurezza alimentare, nel 2019 il picco di notifiche nel sistema di allerta europeo
Con 4000 notifiche inviate dai Paesi Ue, nel 2019 il Rasff, il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi in ambito europeo, ha fatto registrare il numero massimo di segnalazioni ricevute. Di queste 373 sono arrivate dall’Italia, secondo i dati diffusi dalla Direzione generale per l’Igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute. Grazie a questo sistema ogni Paese membro può notificare i rischi diretti e indiretti per la salute pubblica derivanti dal consumo di alimenti e mangimi ma anche dall’utilizzo di materiali e oggetti che entrano a contatto con questi. Di conseguenza si può intervenire tempestivamente attivando le misure di salvaguardia.
Nel 2019 le notifiche cosiddette originali, inviate cioè dagli Stati a fronte di un rischio in un prodotto alimentare presente sul mercato o in caso di respingimenti di prodotti ai confini nazionali, sono state 4000. Un aumento di oltre il 10% rispettoalle 3622 del 2018. I controlli sui prodotti importati hanno fruttato il numero più alto di segnalazioni, 1478: questi prodotti non sono stati così distribuiti sul mercato europeo.
La stragrande maggioranza delle notifiche ha riguardato l’alimentazione umana: 3506. Per i materiali e gli oggetti destinati al contatto con alimenti o mangimi le segnalazioni sono state 172. Il maggior numero di irregolarità ha riguardato la presenza di microrganismi patogeni, seguiti da micotossine (soprattutto aflatossine) e altri contaminanti microbiologici. I prodotti con più segnalazioni sono la frutta secca e i semi (668). Tra i prodotti di origine animale, invece, il maggior numero di riscontri ha riguardato il pollame (339), soprattutto per contaminazioni microbiologiche, in particolare Salmonella. A seguire i prodotti della pesca (301), per via della presenza di elevati livelli di metalli pesanti. Di queste il numero maggiore – 99 – arriva dall’Italia.
Seguono gli altri prodotti della carne (241), anche in questo caso soprattutto contaminazioni microbiologiche (Salmonella, Listeria monocytogenes ed E. coli); cereali e derivati (171), latte e derivati (84), con microrganismi patogeni come Listeria monocytogenes, E. coli e produttori di shigatossina, e infine le uova e gli ovoprodotti (22 notifiche).
Italia e resto dell’Ue
Il Paese che ha inviato il numero più elevato di notifiche è stata la Germania, con 525 segnalazioni, seguita da Regno Unito e Olanda (rispettivamente 384 e 374). Quarta l’Italia, che comprende poco più del 9% delle notifiche totali: 373. Queste hanno riguardato prodotti alimentari o materiali da contatto provenienti soprattutto dalla Spagna, dall’Italia stessa, cioè prodotti destinati all’export, e dalla Cina. Come anticipato, sono soprattutto prodotti della pesca. Tra i pericoli sanitari più riscontrati, invece, ci sono in particolare la presenza di metalli pesanti e micotossine.
Infine, per quanto riguarda i prodotti provenienti dall’Italia e oggetto delle 146 notifiche di altri Stati, si trovano molluschi bivalvi, carne (diversa dal pollame) e cereali/derivati. In questo caso i pericoli hanno riguardato la presenza di contaminanti, come E. coli, Listeria monocytogenes e Salmonelle, e poi corpi estranei e allergeni non dichiarati in etichetta.
Foto: © Frank Seifert_Fotolia
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Last modified: 23 Marzo 2021




