Stati generali della zootecnia: filiera, visione e promozione del Made in Italy
di Miriam Cesta, redazione
La filiera zootecnica nazionale si è riunita per la prima volta a Verona in occasione della 117ª rassegna internazionale dell’agricoltura; l’obiettivo dell’incontro era provare a definire le linee guida per una strategia comune volta a rafforzare la produzione Made in Italy e la sovranità alimentare. L’evento, promosso da Assalzoo e Fieragricola, ha costruito uno spazio di dialogo comune attraverso il quale favorire un collegamento più forte lungo l’intera filiera, finalizzato a promuovere la salute dell’economia zootecnica che rappresenta oltre l’8% del Pil Italiano (circa 180 miliardi di euro) e a garantirne al contempo la sostenibilità in tutte le sue declinazioni.
La centralità della filiera e il ruolo della mangimistica
Il Presidente di Veronafiere Federico Bricolo ha aperto i lavori, sottolineando l’importanza per Fieragricola di essere parte attiva nella creazione di una casa comune della zootecnia ed evidenziando l’importanza di un approccio integrato della filiera. Rispetto alla mangimistica Bricolo ha ricordato come sia “elemento centrale non solo per l’alimentazione, ma anche per gli aspetti legati al benessere animale, alla qualità delle produzioni, a una strategia di approccio integrato One Health”.
Massimo Zanin, Presidente di Assalzoo, ha inquadrato la dimensione economica di questa sfida ricordando che la FeedEconomy genera un valore aggregato di 180 miliardi di euro (l’8% del Pil) e occupa 1,5 milioni di persone. Allo stesso tempo Zanin ha evidenziato gli elementi di fragilità ancora esistenti. L’Italia presenta infatti ancora forti deficit di approvvigionamento: il settore bovino dipende dall’estero per il 65%, quello suino per il 40% e il pesce per il 75%. L’obiettivo, insieme auspicato e voluto, è dunque quello di provare a ristrutturare le dinamiche di filiera per permettere lo sviluppo di catene di produzione più efficienti e trasparenti, capaci di distribuire il valore in modo equo.
Investimenti e sfide sanitarie: il supporto istituzionale
Sul palco di Verona è stato delineato anche l’impegno del Governo. L’intervento del Sottosegretario al Masaf, il senatore Patrizio Giacomo La Pietra, ha fissato alcune delle azioni più rilevanti svolte a sostegno del settore: l’aumento delle risorse dai 650 milioni iniziali fino a 4,5 miliardi di euro per sostenere i contratti di filiera, lo stanziamento di 2,5 miliardi per l’agrisolare e i 300 milioni previsti dal decreto “Coltivaitalia” per rilanciare la produzione di carne bovina. Si tratta di azioni concrete tese a sostenere la crescita del settore. Di fondamentale importanza resta il superamento degli ostacoli sanitari: è stato annunciato che entro metà marzo 2026 decadranno le restrizioni per la Psa in Lombardia e Piemonte, mentre per la dermatite nodulare bovina i vincoli saranno eliminati già da metà febbraio, con l’unica eccezione della Sardegna.
Il confronto tra trasformazione e distribuzione
Il dibattito ha coinvolto l’intera catena del valore, dalla materia prima allo scaffale del supermercato. Per il comparto della trasformazione figure come Davide Calderone (Direttore Assica), Serafino Cremonini (Presidente Assocarni), Massimo Forino (Direttore Assolatte), Lorenzo Levoni (Vicepresidente Uniceb) e Lara Sanfrancesco (Direttore Unaitalia) hanno discusso di come innovazione e tradizione debbano convergere per tutelare il Made in Italy.
Parallelamente il mondo della distribuzione – rappresentato da Claudio Mazzini (ANCC-Coop), Donatella Prampolini (Vicepresidente Confcommercio), Carlo Alberto Buttarelli (Presidente Federdistribuzione) e Daniele Erasmi (Presidente Fiesa Confesercenti) – ha analizzato le modalità per sostenere il prodotto di qualità presso un consumatore sempre più orientato verso cibi sani e sostenibili sul piano economico.
Le voci dei protagonisti della produzione
Rispetto al contesto di Fieragricola la dimensione della produzione primaria svolge un ruolo di assoluta centralità. La presenza dei leader delle organizzazioni agricole ha permesso di delineare un quadro complessivo sulle necessità per difendere la redditività degli allevatori.
Raffaele Drei (Presidente Fedagripesca – Alleanza Cooperative Italiane-Agroalimentare) ha sottolineato l’importanza di adattarsi ai nuovi equilibri mondiali: “Come sistema delle cooperative sposiamo il tavolo di confronto. L’Italia ha scelto la linea della qualità, dobbiamo porre attenzione alle produzioni interne e sostenere le esportazioni del Made in Italy”.
Per Gianmichele Passarini (Vicepresidente Cia-Agricoltori Italiani), la difesa della filiera coincide con quella del Paese: “Servono scelte politiche concrete e coordinate, perché la zootecnia italiana è un asse portante della nostra economia e della sicurezza alimentare del Paese. Difendere un patrimonio da 180 miliardi di euro di valore generato dalla FeedEconomy significa difendere l’Italia. Ma è fondamentale difendere la redditività dei produttori, investire su sanità e ricerca, assicurare un fondo specifico al lattiero-caseario in difficoltà”.
Tommaso Battista (Presidente Copagri) ha invece richiamato la necessità di trasparenza contrattuale: “La filiera funziona quando c’è trasparenza, una direzione condivisa, quando si può contare su accordi scritti multipli, triennali, prezzi e criteri che siano chiari, quantità programmate e condivisione dei rischi”.
Alberto Statti (Vicepresidente Confagricoltura) ha ricordato come la competitività passi per modelli aziendali più efficienti: “Abbiamo raggiunto livelli elevati di competitività, senza perdere di vista la sostenibilità e la qualità. Oggi sta cambiando la zootecnia in Italia, dove ci sono sempre meno aziende, ma più capi. Per questo le aziende devono guardare al modello più efficiente”.
A chiudere il cerchio Ettore Prandini (Presidente Coldiretti) ha infine rivendicato l’efficienza ambientale del modello italiano: “La nostra filiera zootecnica è diventata un punto di riferimento qualitativo nel mondo dal punto di vista produttivo, del benessere animale e della tutela dell’ambiente. Noi siamo l’agricoltura che emette meno in termini di emissioni in atmosfera rispetto a tutto quello che avviene negli altri paesi a livello globale”.
Il successo dell’iniziativa viene suggellata dalla convinta adesione alla proposta di dialogo avanzata nell’ideazione stessa degli Stati generali della zootecnia da parte dei tre settori principali protagonisti della filiera: il settore primario, il settore della trasformazione industriale e quello della distribuzione.
Fieragricola made in Italy Verona
Last modified: 22 Settembre 2026





