GIORNALE DI ECONOMIA, LEGISLAZIONE, RICERCA E NUTRIZIONE DEL SETTORE MANGIMISTICO

Andamento della campagna maidicola 2025: prime analisi della stagione produttiva

Autore:

di Helga Cassol, Stefania Mascheroni, Gian Fausto Bigoni, Andrea Bossi, Mirko Carrara, Chiara Lanzanova, e Sabrina Locatelli* – CREA Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, Bergamo

*e-mail: sabrina.locatelli@crea.gov.it

La campagna maidicola dell’annata in corso è stata caratterizzata da una serie di criticità agronomiche e climatiche che hanno inciso in modo significativo sull’emergenza, sullo sviluppo vegetativo e sulla qualità sanitaria del raccolto. Le semine, normalmente concentrate nell’ultima decade di marzo, sono iniziate solo nei primi giorni di aprile, con un ritardo generalizzato rispetto alla media pluriennale. Le cause principali sono state le piogge persistenti e le temperature insolitamente basse che hanno accompagnato la prima metà del mese, determinando terreni freddi, compattati e poco favorevoli alla germinazione.

Scelte varietali e strategie agronomiche

Alla luce delle difficoltà riscontrate nella stagione precedente molti agricoltori hanno modificato le proprie strategie colturali, orientandosi verso ibridi di mais a ciclo precoce. Questa scelta è risultata particolarmente diffusa nelle aree dove l’irrigazione è meno disponibile o più costosa, con l’obiettivo di ridurre il rischio di stress idrico nei mesi estivi, anticipare la maturazione fisiologica e ottenere prodotto commercializzabile in tempi più rapidi.

Problemi fitosanitari ed emergenza colturale

Le condizioni meteorologiche avverse delle prime settimane hanno determinato situazioni eterogenee alla germinazione, con la necessità di risemine comprese tra il 10 e il 15% in diverse aree. Le principali cause individuate sono compattazione del suolo dovuta alle piogge primaverili, presenza di nottua favorita dai microambienti umidi e sviluppo di patogeni fungini come Pythium (marciumi del seme e collasso delle plantule) e Fusarium, in particolare in Piemonte.

Andamento climatico dell’estate

L’estate ha evidenziato due fasi distinte:

  • Giugno estremamente caldo, con temperature che hanno superato i 35°C già nella seconda metà del mese;
  • Luglio caratterizzato da un avvio molto caldo, seguito da un abbassamento termico che ha parzialmente attenuato lo stress sulle colture.

Nonostante ciò la stagione è stata complessivamente contraddistinta da precipitazioni molto limitate o assenti, rendendo necessarie irrigazioni frequenti e costanti, spesso decisive per la sopravvivenza e la produttività delle colture.

I dati meteorologici della stagione 2025 sono stati raccolti dalle stazioni metereologiche ARPA delle principali regioni a vocazione maidicola (Figura 1). I dati riguardano il periodo compreso tra il primo di marzo e il trenta di ottobre, considerando la temperatura media (Figura 2), la temperatura massima mensile (Figura 3) e le precipitazioni mensili cumulate (Figura 4).

Fitofagi emergenti

Un elemento di particolare preoccupazione è stato l’attacco della cimice asiatica (Halyomorpha halys), segnalato in modo rilevante in provincia di Padova. Il fitofago, già dannoso per numerose colture arboree, ha mostrato una crescente capacità di compromettere anche il mais, con danni irreversibili alle spighe.

Situazione della raccolta e valutazioni produttive

Non sono ancora stati diffusi dati ufficiali ma è possibile delineare una prima analisi su rese e qualità sanitaria del prodotto che sembrano confermare le prime indicazioni riportate su “L’Informatore Agrario” (31/2025).

Le elevate temperature e la prolungata siccità estiva hanno favorito lo sviluppo di diverse micotossine in particolare aflatossine (AFB), più diffuse negli ambienti aridi e le fumonisine (FBs), ormai ricorrenti annualmente. Viene segnalata anche la presenza di DON (deossinivalenolo) e ZEA (zearalenone).

Nella macroarea occidentale le rese sembrano risultare inferiori di circa il 10% rispetto al 2024, soprattutto per la scarsa emergenza indotta dalla siccità primaverile. Si registrano chicchi danneggiati fino al 5% per fusariosi, con rischio di DON e ZEA; presenza di fumonisine, accentuata nei campi non trattati con insetticidi; livelli di aflatossine generalmente contenuti nelle aree irrigate.

Nella Pianura lombarda le rese sono mediamente elevate ma la qualità sanitaria è disomogenea a causa della presenza irregolare di aflatossine. L’irrigazione ha svolto un ruolo determinante nel mantenere rese soddisfacenti, mentre nelle zone non irrigue si registrano cali produttivi marcati e contaminazioni più gravi.

Nel Nord-Est, inclusi Veneto e Friuli, la situazione ricalca quella lombarda: i risultati sono buoni soprattutto nelle aree irrigue. In alcune zone del Friuli le rese sono comunque limitate.

Nell’area Adriatica (Ferrara e Rovigo) si riscontrano le maggiori difficoltà specialmente nei terreni non irrigati. L’assenza di piogge e le elevate temperature hanno determinato emergenze disomogenee, rese fortemente penalizzate, qualità sanitaria compromessa, tanto che molte aziende hanno destinato il trinciato alla produzione di biogas nei biodigestori.

Il monitoraggio della Rete Qualità Mais del CREA, svolto nell’ambito del progetto RETICER finanziato dal Masaf, è attualmente in corso; i dati consuntivi della qualità sanitaria del mais di questa stagione saranno forniti alla consueta Giornata del Mais che si terrà a Bergamo il 30 gennaio 2026.

In conclusione, come riportato dal Prof. Amedeo Reyneri su “Terra e Vita” (23/2025), la campagna maidicola 2025 si è chiusa senza particolari segnali di svolta: pur registrando livelli produttivi sostanzialmente in linea con la media, il comparto continua a fare i conti con criticità ormai croniche sul piano sanitario, che incidono negativamente sul valore commerciale del raccolto. La resa fatica a migliorare, frenata da stagioni estive sempre più estreme e da tecniche colturali spesso ridotte all’essenziale a causa della bassa marginalità della coltura. Anche sotto il profilo qualitativo i passi avanti restano limitati: nonostante l’impegno nel contenimento delle contaminazioni la presenza di aflatossine nel prodotto finale rimane diffusa, alimentando un persistente clima di incertezza tra gli operatori e le filiere che utilizzano mais nazionale.

Ringraziamenti

Un ringraziamento a tutti gli operatori della filiera che hanno fornito le informazioni raccolte, in particolare a: AIRES (Associazione Italiana Raccoglitori Essiccatori Stoccatori di Cereali e Semi oleosi) e AMI (Associazione Maiscoltori Italiani).

Questo lavoro è stato realizzato nell’ambito dell’Accordo di Collaborazione (ex art. 15 della Legge 241/90) “RETICER: Consolidamento delle Reti nazionali qualità dei cereali come innovazione tecnico-scientifica alle filiere cerealicole e al monitoraggio delle materie prime”, stipulato tra CREA e Masaf (16/01/2025 prot. CREA 0002833).

Last modified: 13 Marzo 2026