Residui di pesticidi negli alimenti: i dati del 2024
Sono stati pubblicati dall’EFSA e ripresi dal Ministero della salute i risultati di oltre 125.000 campioni alimentari, prelevati in tutta Europa nel 2024, per verificare il rispetto dei limiti legali comunitari per quanto riguarda i residui di pesticidi. Gli esperti scientifici dell’EFSA hanno inoltre valutato se i consumatori potessero essere esposti a livelli di residui superiori alle soglie di sicurezza. La valutazione conferma, come negli anni precedenti, che il rischio per la salute umana derivante dalla presenza di residui di pesticidi negli alimenti rimane basso.
I risultati sono disponibili sulla pagina EFSA Relazione dell’Unione europea del 2024 sui residui di pesticidi negli alimenti, dove è possibile consultare i risultati Paese per Paese.
I risultati dei controlli nel 2024
Nel 2024, con il campionamento coordinato a livello dell’UE sono stati prelevati 9.842 campioni da melanzane, banane, broccoli, funghi coltivati, pompelmi, meloni, peperoni, uva da tavola, olio vergine d’oliva, frumento, grasso bovino e uova di gallina. Di questi, il 98,8% dei campioni è risultato conforme alla normativa UE, un risultato in linea con il 98,7% registrato nel 2021, quando era stata analizzata la stessa categoria di prodotti.
Nel 43,1% dei campioni non sono stati rilevati residui di pesticidi quantificabili, mentre il 54,5% ne conteneva uno o più entro i Limiti massimi di residui (LMR). I LMR sono stati superati nel 2,4% dei campioni, di cui l’1,2% è risultato non conforme (ossia ha superato i limiti anche tenendo conto dell’incertezza di misura).
Su 86.449 campioni raccolti attraverso programmi di controllo nazionali il 98,2% è risultato conforme ai LMR dell’UE, un dato coerente con gli anni precedenti (con il 98% del 2023 e il 97,8% del 2022). In quasi il 60% (58,4%) di questi campioni non sono stati rilevati residui di pesticidi quantificabili e solo il 38,3% conteneva uno o più residui entro i LMR. I limiti sono stati superati nel 3,3% dei campioni, e tra questi l’1,8% è risultato non conforme.
Su 39.433 campioni alimentari analizzati nell’ambito del rafforzamento dei controlli sulle importazioni, il 38,3% non presentava residui quantificabili, il 56,2% presentava residui di pesticidi entro i limiti consentiti dalla legge, circa il 5,5% superava i limiti dell’UE e, tra questi ultimi, il 3,6% non era conforme.
La ripartizione dei dati deriva dal fatto che la relazione analizza i risultati do tre programmi di controllo:
- Campionamento coordinato a livello dell’UE – Ogni anno, con ripetizione triennale per monitorarne l’andamento nel tempo, gli Stati membri dell’UE, insieme alla Norvegia e all’Islanda, prelevano migliaia di campioni provenienti da categorie di alimenti comunemente consumati per fornire un quadro rappresentativo del mercato dell’UE all’EFSA.
- Programmi di controllo nazionali – Tali campioni, prelevati nell’ambito dei piani di controllo nazionali pluriennali (MANCP), integrano il campionamento coordinato al livello dell’UE tenendo conto dell’importanza dei prodotti alimentari nel commercio o nelle diete nazionali, i livelli storicamente elevati di residui o di non conformità, i modelli di utilizzo dei pesticidi e le capacità dei laboratori nazionali.
- Rafforzamento dei controlli sulle importazioni – Tali controlli alle frontiere dell’UE si concentrano su determinati pericoli (ad es. pesticidi o contaminazione microbiologica), prodotti alimentari e paesi che, secondo gli Stati membri, richiedono un monitoraggio più rigoroso. In tali casi, la spedizione è bloccata alla frontiera fino alla disponibilità dei risultati di laboratorio.
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Last modified: 20 Maggio 2026





