Cereali, stima Coceral 2026 al ribasso
COCERAL, nell’ultima previsione per il raccolto di cereali nell’area UE-27+Regno Unito, stima ora una produzione totale per il 2026 pari a 279,0 milioni di tonnellate; si tratta di un ulteriore calo di quasi 8 milioni di tonnellate rispetto ai 286,6 milioni previsti a luglio e di un dato ben inferiore ai 307,4 milioni registrati l’anno scorso.
La produzione di frumento (escluso il grano duro) è ora stimata a 137,5 milioni di tonnellate, in calo rispetto alla precedente previsione di 140,8 milioni e ai 148,7 milioni del 2025. La produzione di orzo è prevista a 57,9 milioni di tonnellate, in leggero aumento rispetto alla stima precedente di 57,6 milioni, ma ben al di sotto dei 63,3 milioni prodotti l’anno scorso.
La previsione per la produzione di mais 2026 nell’area UE-27+Regno Unito è quella che ha subito la revisione al ribasso più marcata. A causa delle condizioni meteorologiche estremamente calde e secche durante la fase di impollinazione nelle principali aree di coltivazione dell’Europa occidentale e centrale, le stime sono state ridotte dagli iniziali 52,7 milioni di tonnellate (già un dato basso) agli attuali 48,6 milioni. La produzione di mais dell’anno precedente si era attestata a 56,5 milioni di tonnellate. Si prevede che il raccolto francese scenderà a soli 7,6 milioni di tonnellate, in calo rispetto alla precedente previsione di 9,4 milioni e quasi dimezzato rispetto ai 13,8 milioni dell’anno scorso; tale volume rappresenterebbe il raccolto più scarso degli ultimi vent’anni. Il raccolto ungherese è stimato a soli 1,9 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 3,8 milioni (già un dato contenuto) dell’anno precedente. Oltre alle rese previste deludenti, un’altra spiegazione per lo scarso raccolto è il netto calo delle superfici seminate in tutta l’UE.
Il raccolto di colza nell’area UE-27+Regno Unito è stimato a 21,3 milioni di tonnellate, un dato in lieve aumento rispetto ai precedenti 21,2 milioni di tonnellate e in leggero calo rispetto ai 21,4 milioni di tonnellate dell’anno scorso. Il ritorno a livelli medi di resa — dopo gli ottimi risultati del 2025 — è stato compensato da un marcato incremento delle superfici coltivate, passate da 6,4 a 6,8 milioni di ettari. I danni causati dall’ondata di caldo sono risultati inferiori rispetto a quelli subiti da altre colture, come frumento e mais.
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Last modified: 5 Ottobre 2026





