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Agricoltura UE 2023-2035: resilienza e adattamenti in vista

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Il settore agricolo dell’Unione Europea si prepara a sfide e opportunità secondo il rapporto a medio termine presentato dalla Commissione Europea deò dicembre scorso. Cambiamenti climatici, preferenze dei consumatori e costi energetici continueranno a plasmare il settore. Il rapporto prevede impatti climatici su crescita e produttività agricola e una diminuzione della domanda di alcune carni, zucchero e vino. La Politica agricola comune (Pac) sarà essenziale per sostenere la transizione verso sistemi di produzione sostenibili.

Il Commissario europeo all’Agricoltura Wojciechowski, in una nota ufficiale, ha sottolineato l’importanza di un sistema alimentare sostenibile: la Pac, con 307 miliardi di euro stanziati dal 2023 al 2027, supporterà gli agricoltori nell’offrire cibo sicuro e nutriente.

Il rapporto della Commissione copre produzione, consumo e commercio in diversi settori agricoli fino al 2035, considerando cambiamenti climatici, domanda dei consumatori e quadro politico attuale.

Prospettive settoriali

Colture Cerealicole: Si prevede che i terreni incolti, a beneficio della biodiversità, aumenteranno fino a 7 milioni di ettari entro il 2035, mentre le rese dei cereali rimarranno stabili grazie, tra le altre cose, agli impatti positivi dell’agricoltura di precisione, della rotazione delle colture e del miglioramento della salute del suolo che potrebbero controbilanciare gli impatti negativi del cambiamento climatico.

Lattiero-Caseario: La produttività del latte crescerà, ma a un ritmo più lento. L’UE rimarrà uno dei principali esportatori di prodotti lattiero-caseari.

Carni: La carne bovina e suina affronterà diverse sfide, con una prevista diminuzione della produzione entro il 2035. La produzione di carne avicola potrebbe crescere.

Coltivazioni Specializzate: Cambiamenti climatici influenzeranno le coltivazioni di olio d’oliva, vino, mele, pesche, nettarine e pomodori. Varie strategie potranno essere impiegate per ridurre gli impatti negativi.

Secondo il report, l’UE manterrà la sua posizione di esportatore netto, contribuendo così anche alla sicurezza alimentare globale ma, precisa la Commissione UE, le incertezze macroeconomiche e geopolitiche limitano la capacità di effettuare previsioni più precise.