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Bevande a base vegetale: non sono un’alternativa adeguata al latte

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Secondo un nuovo studio del Danish Food Institute, ripreso da European Livestock Voice, le bevande a base vegetale non sono un’alternativa adeguata al latte poiché hanno composizioni nutritive molto diverse. Lo studio, che ha mappato il contenuto di nutrienti delle bevande a base di avena, soia, riso e mandorle, mostra che le bevande a base vegetale sono chiaramente un tipo di alimento diverso dal latte, con un contenuto nutrizionale inferiore.

In generale dallo studio emerge che il latte ha un contenuto nutrizionale maggiore rispetto alle bevande vegetali in termini di calcio, fosforo, magnesio, zinco, potassio e iodio. Il latte vaccino rimane l’opzione migliore per bambini e adulti per soddisfare i fabbisogni nutrizionali di proteine di alta qualità, vitamine del gruppo B, vitamine A e D, calcio, minerali e nutrienti essenziali, contribuendo a rafforzare le ossa, prevenire l’osteoporosi e avere una buona salute generale.

Lo studio si è concentrato in particolare su minerali e vitamine come calcio, iodio, riboflavina, vitamina D2 e vitamina B12, analizzando 75 campioni di nove bevande a base vegetale esaminate circa il contenuto di macro e micronutrienti (amminoacidi, zuccheri, vitamine e minerali). Secondo i risultati il contenuto di nutrienti di queste bevande vegetali varia e si differenzia dal latte, costituendo essenzialmente due diversi gruppi di alimenti che non coprono gli stessi fabbisogni nutrizionali. Anche nelle bevande vegetali con aggiunta di calcio, il contenuto di quest’ultimo era inferiore a quello del latte. Il contenuto vitaminico è inoltre inferiore nelle bevande vegetali rispetto al latte, fatta eccezione per la vitamina E.

Non solo le bevande a base vegetale sono meno nutrienti, ma contengono anche arsenico, una sostanza altamente tossica nella sua forma inorganica. L’arsenico può essere trovato nell’acqua contaminata utilizzata per bere, preparare il cibo e irrigare le colture alimentari, rappresentando una grave minaccia per la salute pubblica. È stato trovato nelle bevande di riso con 1,5-1,8 μg di arsenico per 100 g. I limiti massimi di residui dell’UE per la sostanza sono 30 μg/l. Per questo motivo la Danish Veterinary and Food Administration, DVFA, e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, EFSA, raccomandano un consumo limitato di bevande a base di riso per gli adulti.