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Carni bianche: consumi record e filiera a quasi 10 miliardi

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Produzione in crescita (+1,73%) e consumi ai massimi storici. Con 64 mila addetti e un’autosufficienza al 105,1%, la filiera si conferma un pilastro della sicurezza alimentare e dell’agroalimentare italiano in uno scenario internazionale sempre più complesso

La filiera avicola italiana continua a crescere e rafforza il proprio ruolo strategico per l’economia e la sicurezza alimentare del Paese. I dati presentati da Unaitalia evidenziano nel 2025 un settore solido, competitivo e capace di rispondere alle esigenze dei consumatori. La produzione nazionale di carni avicole è aumentata dell’1,73% rispetto al 2024, mentre i consumi pro-capite hanno raggiunto il massimo storico di 22,47 kg (+1,91%), confermando il ruolo centrale delle carni avicole nelle abitudini alimentari degli italiani. La crescita dei consumi si accompagna a un elevato livello di autosufficienza produttiva, pari al 105,1%, che consente alla filiera di contribuire in modo significativo alla stabilità degli approvvigionamenti alimentari nazionali.

Andamento positivo anche per il settore delle uova che, secondo i dati Ismea, registra una crescita del +15% a valore e del +7,4% a volume. I consumi raggiungono la quota di 234 uova pro-capite, in aumento del +7,3% rispetto all’anno precedente.

“Le carni bianche e le uova confermano il proprio ruolo di alimenti nutrienti, accessibili e in grado di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”, afferma il Presidente di Unaitalia, Antonio Forlini. “I risultati del settore italiano sono in linea con le principali tendenze internazionali. Le stime OCSE/FAO indicano, infatti, che oltre la metà della crescita dei consumi mondiali di carne prevista entro il 2030 sarà assorbita dalle produzioni avicole, a conferma della loro crescente importanza nei sistemi alimentari globali”.

FILIERA STRATEGICA PER ECONOMIA, OCCUPAZIONE E TERRITORI

Con circa 64 mila addetti e un fatturato di 9,7 miliardi di euro nel 2025, la filiera avicola rappresenta uno dei comparti più rilevanti dell’agroalimentare italiano. Il valore complessivo è composto da 6,2 miliardi di euro generati dal settore delle carni avicole e da 3,73 miliardi di euro dal comparto delle uova. Alla base di questi risultati vi è il modello della filiera integrata, che garantisce elevati standard di controllo, tracciabilità e sicurezza lungo tutte le fasi produttive. Un modello che ha consentito di conseguire risultati significativi anche sul fronte della sostenibilità, come dimostrano la diminuzione del 96% nell’utilizzo di antibiotici negli allevamenti nell’ultimo decennio e una quota pari al 35% della produzione nazionale che risponde a standard di benessere animale superiori ai requisiti minimi previsti dalla normativa.

Last modified: 24 Giugno 2026