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Etichettare le carni con il Dnaper stabilire l’origine

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Il Dna dell’animale stampato sull’etichetta per stabilirne con precisione l’origine, soprattutto quando acquistiamo carne macinata e prodotti derivati. L’idea arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Genetics BioMed Central secondo applicato al Sud Africa, dove l’origine delle carni della selvaggina è molto carente, con errori nell’80% dei casi, ma potenzialmente applicabile in molti altri contesti e mercati.

Utilizzando il test del Dna, i ricercatori hanno analizzato campioni di carni di selvaggina provenienti da supermercati, grossisti e altri punti vendita sudafricani e li hanno confrontati con campioni certificati. Su 146 campioni, oltre 100 sono stati risultati etichettati male. Il problema non riguardava il manzo, di cui tutti i campioni sono apparsi corretti, ma soprattutto altre specie animali diffuse nel Paese, fra cui struzzo e gnu.

 

Preoccupa, in particolare, un campione etichettato come carne di zebra che in realtà è risultato appartenente a zebra di montagna, una specie in via di estinzione. “La preesenza di carcasse di animali non identificabili sul mercato e la generale mancanza di regolamenti – spiega Maria Eugenia D’Amato della University of Western Cape – aumenta le possibilità di errori di etichettatura e di frodi. Questo ha implicazioni per la sicurezza delle specie, ma ha anche culturali e religiose. Questa tecnica è in grado di fornire nuove informazioni sull’identità degli animali”.

 

Foto: Pixabay

Redazione