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Grain Market Report IGC: il caldo frena il mais. Riviste al ribasso le stime sulla produzione mondiale di cereali

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Le prospettive riguardanti il raccolto di mais 2026/27 sono state influenzate negativamente dalle ondate di calore in alcune zone d’Europa. È uno degli elementi principali che emerge dall’ultimo Grain Market Report dell’International Grains Council (IGC), pubblicato a metà luglio, che rivede anche leggermente al ribasso le stime sulla produzione mondiale di cereali.

Secondo il report la produzione totale di cereali rispetto al mese precedente è prevista a 2.422 milioni di tonnellate, in calo di 5 milioni di tonnellate. Le prospettive di raccolto ridotte hanno portato a una modesta revisione al ribasso delle proiezioni di utilizzo, che si attestano a 2.447 milioni di tonnellate, un dato comunque record. Considerando anche le minori scorte iniziali si prevede una riduzione dell’offerta totale, con scorte di riporto attese a  610 milioni di tonnellate, inferiori di 8 milioni di tonnellate rispetto alle previsioni.

Sul fronte del commercio internazionale le ampie disponibilità di grano dovrebbero continuare a sostenere le esportazioni dei principali fornitori del Mar Nero. Tuttavia il quadro appare meno stabile rispetto a un mese fa a causa dell’intensificarsi delle ostilità tra Russia e Ucraina, con possibili ripercussioni sulla logistica delle esportazioni. Grazie soprattutto alle maggiori prospettive di importazione di mais, il commercio mondiale dei cereali è stato rivisto al rialzo a 450 milioni di tonnellate.

Per la soia, l’IGC ha leggermente aumentato la previsione sul commercio mondiale della campagna 2025/26 portandola a 187 milioni di tonnellate, in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente. Per il 2026/27, invece, la produzione mondiale viene ritoccata lievemente al ribasso rispetto a giugno: il miglioramento delle prospettive negli Stati Uniti compensa solo in parte la revisione delle stime per il Brasile. Con i consumi invariati le scorte risultano leggermente inferiori, mentre il commercio è previsto su nuovi livelli record (+2%).

Poche variazioni anche per il riso. Il bilancio mondiale della domanda e dell’offerta per il 2025/26 rimane sostanzialmente invariato, mentre la produzione 2026/27 viene ridotta di circa 2 milioni di tonnellate, soprattutto per raccolti meno favorevoli negli Stati Uniti e in alcuni Paesi asiatici. Le prospettive commerciali restano pressoché stabili e continuano a dipendere in larga parte dalle esigenze di importazione di Asia e Africa.

Il recente rialzo dei prezzi free on board di grano, soia e mais, sostenuto da diversi fattori fondamentali e dalle tensioni geopolitiche, ha spinto l’indice IGC Grains and Oilseeds Index (GOI) in rialzo del 7%, fino a raggiungere il livello più alto da giugno 2024.

La produzione mondiale di cereali

Osservando i dati più da vicino, l’IGC prevede per la campagna 2026/27 una produzione mondiale di cereali pari a 2.422 milioni di tonnellate, il secondo raccolto più abbondante mai registrato, ma inferiore di 69 milioni di tonnellate rispetto al record della stagione precedente: la flessione riguarda soprattutto mais e frumento, ai quali si aggiungono raccolti più contenuti di avena, sorgo e segale. Nonostante ciò l’utilizzo mondiale è destinato a raggiungere un nuovo massimo storico.

In un contesto di offerta meno abbondante, le scorte di riporto potrebbero ridursi di 26 milioni di tonnellate, scendendo a 610 milioni, mentre il commercio mondiale dei cereali è previsto a 450 milioni di tonnellate, in diminuzione rispetto alla stagione precedente soprattutto per le minori spedizioni di frumento e orzo verso il Vicino Oriente e il Nord Africa.

La soia – Le prospettive restano favorevoli per la soia. Nel 2026/27 la produzione mondiale dovrebbe aumentare di 10 milioni di tonnellate rispetto all’anno precedente, raggiungendo un nuovo record grazie ai raccolti attesi in Brasile e negli Stati Uniti. Anche l’utilizzo globale è previsto su livelli record, sostenuto dalla crescita della domanda nei principali comparti di trasformazione. Le scorte mondiali potrebbero però contrarsi per il secondo anno consecutivo, compresa una lieve riduzione nei principali Paesi esportatori. Il commercio internazionale è atteso in aumento del 2%, trainato ancora una volta dalla domanda asiatica.

Il riso – Per il riso il Consiglio stima una produzione mondiale in calo di circa l’1% nel 2026/27 a causa di raccolti meno abbondanti in Asia e nelle Americhe. I consumi dovrebbero invece crescere dell’1%, sostenuti dall’aumento della domanda alimentare in Asia e Africa. In questo scenario le scorte globali sono destinate a ridursi leggermente, mentre il commercio mondiale nel 2027 potrebbe raggiungere un nuovo massimo di 62 milioni di tonnellate (+4%), grazie soprattutto ai maggiori acquisti dei Paesi africani.

I piselli secchi – Il report dedica spazio anche ai piselli secchi, la cui produzione mondiale è prevista in diminuzione del 14% rispetto al record dell’anno precedente, principalmente per i raccolti inferiori attesi in Russia e Canada. Con un’offerta più contenuta anche consumi e scorte dovrebbero registrare una lieve contrazione, mentre la domanda mondiale di importazioni potrebbe ridursi nel corso del 2026/27 per effetto del rallentamento degli acquisti nell’Asia meridionale

Last modified: 5 Ottobre 2026