TEA, il via libera europeo apre una nuova stagione per la ricerca e l’innovazione agricola
di Cibo per la Mente*
Dopo oltre un decennio di confronto scientifico, politico e istituzionale, l’Unione europea ha approvato definitivamente il Regolamento sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA). Una decisione attesa da tempo, che segna un cambio di passo nella politica comunitaria per l’innovazione in agricoltura e apre nuove prospettive per la ricerca, il miglioramento genetico e l’intera filiera agroalimentare.
Più che un punto di arrivo il nuovo quadro normativo rappresenta l’inizio di una nuova fase. Per la prima volta l’Europa ha finalmente riconosciuto che le nuove tecniche genomiche possono contribuire in modo concreto ad affrontare alcune delle principali sfide che attendono il settore primario: adattare le colture ai cambiamenti climatici, contrastare la diffusione di nuovi patogeni, ridurre l’impiego di fitofarmaci e utilizzare in modo più efficiente acqua, fertilizzanti e altre risorse produttive.
Negli ultimi anni il dibattito sulle TEA è stato spesso concentrato sugli aspetti regolatori. Oggi, invece, l’attenzione può finalmente spostarsi sul loro potenziale applicativo. La disponibilità di un Regolamento chiaro offre infatti ai ricercatori e alle imprese la possibilità di programmare investimenti, sviluppare nuove varietà e trasferire più rapidamente i risultati della ricerca verso il mondo produttivo.
“Lo scorso 17 giugno, giorno dell’approvazione definitiva del Regolamento, ha rappresentato un momento storico per il nostro settore” ha commentato Clara Fossato, portavoce di Cibo per la Mente. “Con questo voto l’Europa ha scelto di investire nella scienza, mettendo a disposizione strumenti che potranno contribuire allo sviluppo di varietà più resilienti, efficienti e produttive. È anche il riconoscimento di un percorso costruito negli anni attraverso il dialogo tra ricerca, istituzioni e sistema produttivo, che oggi pone basi più solide per un’agricoltura sostenibile e competitiva. Un segnale forte che dà fiducia a chi ha sempre continuato a credere nel valore della ricerca scientifica”.
L’approvazione del Regolamento arriva in un momento in cui la ricerca italiana ha già dimostrato di poter svolgere un ruolo di primo piano. Negli ultimi anni il nostro Paese ha riavviato le sperimentazioni in campo sulle TEA, diventando uno dei principali laboratori europei per lo sviluppo e la valutazione delle nuove applicazioni del genome editing. Un risultato reso possibile dal lavoro congiunto di università, enti pubblici di ricerca, imprese e istituzioni, che hanno contribuito a creare le condizioni per il rilancio della sperimentazione. Tra queste, un ruolo di primo piano è stato svolto dal Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Luca De Carlo, che negli ultimi anni si è impegnato per favorire la ripresa delle prove in campo e consolidare il ruolo dell’Italia tra i Paesi europei più avanzati su questo fronte.
“Il via libera definitivo al Regolamento sulle TEA rappresenta un passaggio epocale per la ricerca agraria europea” ha affermato Mario Pezzotti, Professore Ordinario di Genetica Agraria dell’Università di Verona. “Aspettavamo questo momento da dodici anni: ora disponiamo finalmente di un quadro normativo che ci consentirà di utilizzare le più moderne tecniche di miglioramento genetico per perseguire gli obiettivi di sostenibilità e maggiore precisione richiesti all’agricoltura del futuro. Il nostro compito sarà adesso quello di applicare al meglio queste tecnologie, nel rispetto delle regole, per trasformare i risultati della ricerca in opportunità concrete per il sistema agroalimentare italiano ed europeo”.
Anche secondo Concetta Licciardello, primo ricercatore del CREA e coordinatrice del progetto TEA4IT, il nuovo quadro normativo apre prospettive importanti per il futuro della ricerca e dell’agricoltura italiana. “Le TEA non rappresentano una soluzione unica ai problemi dell’agricoltura, ma possono diventare uno strumento molto importante per accelerare lo sviluppo di varietà più adatte alle sfide che ci attendono” ha spiegato. “L’aspetto più importante è che permettono di introdurre miglioramenti genetici in modo mirato, mantenendo inalterate le caratteristiche che rendono uniche le nostre varietà. Per un Paese come l’Italia, che fonda la propria competitività sulla qualità, sulla tipicità e sulla biodiversità delle produzioni, questo significa poter innovare preservando l’identità del nostro patrimonio agricolo”.
L’approvazione del Regolamento non esaurisce però il percorso delle TEA. Sarà necessario tradurre rapidamente il nuovo quadro normativo in procedure operative, favorire il trasferimento tecnologico e consolidare il dialogo tra ricerca pubblica, imprese e istituzioni. Allo stesso tempo sarà fondamentale continuare a promuovere un’informazione scientificamente corretta sulle TEA, affinché il dibattito pubblico possa svilupparsi sulla base delle evidenze e non delle contrapposizioni ideologiche.
Per la filiera agroalimentare italiana si apre così una stagione nuova. Dopo anni dedicati a dimostrare il valore della ricerca e a costruire le condizioni per una regolamentazione moderna, il lavoro sarà quello di trasformare una conquista normativa in innovazione concreta. L’obiettivo è di rafforzare la competitività delle imprese, sostenere il reddito degli agricoltori e preservare quel patrimonio di qualità che rappresenta uno dei principali punti di forza del Made in Italy agroalimentare.
*iniziativa nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di investire in tecnologia e ricerca nel campo dell’agricoltura e dell’industria alimentare, per garantire attraverso la promozione dell’innovazione e della sostenibilità l’approvvigionamento alimentare, la creazione di posti di lavoro, la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza alimentare.
ngt Tea Tecnologie di evoluzione assistita
Last modified: 5 Ottobre 2026





