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La sostenibilità economica degli allevamenti di bovini da latte in Italia

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Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) ha pubblicato alla fine di marzo un rapporto sulla sostenibilità economica degli allevamenti di bovini da latte in Italia, uno studio che fornisce una panoramica dettagliata delle dinamiche che hanno caratterizzato il settore dei bovini da latte sia a livello europeo che nazionale nel decennio compreso tra il 2012 e il 2021. Il costo di produzione del latte è un tema centrale affrontato nel rapporto.

La sostenibilità economica degli allevamenti di bovini da latte in Italia dipende non solo dalla vendita del latte stesso, ma anche da altre fonti di reddito e dal sostegno pubblico. Quest’ultimo riveste un ruolo significativo nell’integrare le entrate delle aziende, specialmente in zone di montagna.

Secondo i dati del Farm accountancy data network (FADN, il database europeo di informazione contabile agricola) nell’Unione Europea il costo medio di produzione è stato di circa 47 centesimi per chilogrammo, mentre in Italia è stato di circa 49 centesimi per litro: il rapporto del CREA analizza il costo di produzione in tre livelli, in relazione al prezzo di vendita del latte negli allevamenti di pianura e in quelli di montagna e collina, differenziati in base alla dimensione del gregge.

Il primo livello comprende i costi variabili, che rappresentano in media il 53% del costo totale di produzione, principalmente attribuibili all’acquisto di mangimi. Tuttavia, il prezzo di vendita del latte in circa l’8% delle aziende è inferiore ai costi variabili, cosa che genera uno scarto negativo. Al secondo livello, si aggiungono i costi fissi, portando il costo totale a 41,2 centesimi per litro. Anche in questo caso, si registra uno scarto negativo nelle aziende più piccole: ciò significa che oltre il 50% delle aziende analizzate ha un prezzo di vendita del latte inferiore ai costi di produzione di questo livello. Il terzo livello, che include anche i costi figurativi, porta il costo totale a 48,8 centesimi per litro. In questa fase, il 77% delle aziende presenta un divario negativo tra il prezzo di vendita e il costo totale di produzione.

Il rapporto sottolinea l’importanza del punto di pareggio (Break Even Point – BEP), individuato intorno ai 52 quintali di latte per vacca: si tratta della resa minima necessaria per coprire i costi di produzione.