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One Health Summit: la filiera animale chiede più prevenzione

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Bene i nuovi investimenti dell’Unione europea nella salute globale, ma serve fare di più sulla prevenzione delle malattie animali. È questo il messaggio della joint call promossa da FEFAC insieme ad altre organizzazioni europee della filiera zootecnica e della salute animale, presentata in occasione del One Health Summit.

L’appello arriva all’indomani dell’annuncio della Commissione europea di destinare 700 milioni di euro al Fondo globale per la lotta a HIV, tubercolosi e malaria, 46,5 milioni per rafforzare la sicurezza sanitaria in Africa e in Europa e 50 milioni per la ricerca e sviluppo su AMR e malattie tropicali trascurate. Un impegno accolto positivamente dal settore zootecnico, che però chiede di affiancare a queste risorse maggiori investimenti nella prevenzione delle malattie animali, considerata un pilastro essenziale nell’approccio One Health.

Salute, alimentazione e ambiente sono interconnesse

Il One Health Summit invia un segnale chiaro: salute, sistemi alimentari e ambiente sono profondamente interconnessi e la prevenzione deve essere al centro delle politiche future. Gli investimenti nella salute globale devono includere anche quelli nella prevenzione delle malattie animali, poiché prevenire le zoonosi negli animali non è solo più conveniente, ma aiuta anche a evitare la trasmissione agli uomini.

Serve un cambio di approccio

“Cogliamo questa occasione per ribadire il nostro appello a un urgente cambiamento di mentalità e a rendere la prevenzione delle malattie animali un investimento strategico per l’UE e oltre. Con focolai di malattie animali sempre più frequenti e gravi negli ultimi anni, cresce lo slancio verso un sistema in cui biosicurezza, vaccinazione, strategie di alimentazione e selezione genetica per aumentare la resilienza e sorveglianza per il rilevamento precoce rappresentino la prima linea di intervento per la preparazione, la prevenzione e il controllo delle malattie, mentre l’abbattimento di massa diventi l’ultima risorsa”, si legge nell’appello congiunto.

In linea con le raccomandazioni internazionali

La presa di posizione congiunta della filiera animale europea è in linea con le raccomandazioni del Parlamento europeo e del Consiglio europeo, nonché con quelle dell’Organizzazione mondiale per la salute animale a livello globale, che hanno tutti chiesto cambiamenti urgenti nelle attuali pratiche di controllo delle malattie animali. La risoluzione WOAH (l’Organizzazione mondiale per la salute animale) pubblicata a maggio 2025 chiede maggiore trasparenza, standard armonizzati e partnership pubblico-private più forti per migliorare l’accesso ai vaccini, in particolare in linea con la Dichiarazione politica delle Nazioni Unite sull’AMR, che invita a strategie nazionali di vaccinazione animale entro il 2030.

Le raccomandazioni del One Health Summit si aggiungono a queste richieste: “La prevenzione e il controllo delle malattie infettive emergenti richiedono un cambiamento fondamentale verso la prevenzione primaria nelle interfacce ad alto rischio tra esseri umani, animali e ambiente condiviso”.

Impatto economico e sociale delle malattie animali

Tra il 2023 e il 2025 la WOAH riporta che 547 milioni di capi di pollame sono andati perduti a causa dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Nel 2025 un singolo caso di afta epizootica nei bufali ha inoltre comportato un costo stimato di circa 1 miliardo di euro per l’economia tedesca, tra costi diretti di controllo e costi indiretti legati alle restrizioni commerciali.

Questa non deve essere la norma: i focolai di malattie animali non solo comportano un lavoro aggiuntivo per la loro gestione, ma interrompono completamente le attività quotidiane delle comunità agricole.

Il ruolo dei vaccini e delle soluzioni preventive

“Non tutte le malattie animali sono prevenibili, ma quando esistono soluzioni come i vaccini per prevenire le malattie ed evitare l’abbattimento degli animali, il loro utilizzo e la loro implementazione non dovrebbero essere ostacolati da barriere politiche o commerciali”, si legge ancora nell’appello congiunto.

Le richieste all’Unione europea

la joint call chiede all’UE di dare priorità agli investimenti nella prevenzione, rafforzando sorveglianza, controllo e vaccinazione attraverso strategie nazionali armonizzate e finanziate. È inoltre necessario potenziare i servizi veterinari e garantire la piena applicazione della normativa sulla salute animale negli Stati membri.

Si sollecita il sostegno all’innovazione vaccinale e si sottolinea l’importanza dell’adozione internazionale della vaccinazione preventiva e incoraggiare l’utilizzo dello status di “indenne da malattia con vaccinazione” per ridurre le barriere commerciali. Si chiede infine di sostituire, dove possibile, l’abbattimento di massa con biosicurezza, sorveglianza e vaccinazione.

Impegno condiviso per il futuro

Secondo i firmatari dell’appello congiunto agricoltori, veterinari, allevatori, commercianti di bestiame, produttori di mangimi ed esperti di sanità animale concordano sul fatto che la prevenzione rappresenti una soluzione più sostenibile per il modello agricolo europeo. Collaborando con le autorità è possibile tutelare la salute animale e umana, proteggere le comunità agricole e garantire una produzione alimentare sostenibile; è quindi necessario valorizzare gli strumenti disponibili e fare della prevenzione delle malattie animali un investimento strategico per l’UE, affinché il principio “prevenire è meglio che curare” diventi concreto.

Verso un cambio di paradigma

Passare da un approccio reattivo al controllo delle malattie animali a un approccio preventivo rappresenta un cambiamento di paradigma necessario, conclude la joint call, in linea con l’approccio globale One Health, che mira ad affrontare l’intero spettro del controllo delle malattie – dalla prevenzione alla rilevazione, alla preparazione, alla risposta e alla gestione – e a migliorare e promuovere salute e sostenibilità.

Last modified: 1 Maggio 2026