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Qualità nutrizionale degli ibridi di mais per trinciato integrale

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La valutazione della capacità produttiva e della qualità nutrizionale degli ibridi di mais da trinciato è una delle attività svolte da oltre 20 anni dall’Unità di ricerca per la maiscoltura (CRA-MAC), attraverso una rete di sperimentazione agronomica distribuita in diverse località della Lombardia, del Veneto e del Piemonte. In questa sperimentazione vengono messi a confronto gli ibridi commerciali delle classi 600 e 700 sviluppati dalle principali ditte sementiere; le prove sono organizzate con uno schema a blocco randomizzato a quattro repliche. Le pratiche colturali (concimazione, irrigazione e così via) vengono realizzate secondo i protocolli sperimentali adottati in ogni località di prova. La raccolta viene effettuata quando, nella media dell’esperimento, le piante tendono a raggiungere il 35% di sostanza secca; alla raccolta, un sub-campione della parcella viene essiccato in stufa a 65°C fino al raggiungimento di un peso costante, per la determinazione del contenuto di acqua. Dopo l’essiccazione in stufa, i campioni di trinciato integrale (1 kg circa) vengono macinati con un mulino Retsch ZM 200 dotato di un vaglio da 1 mm, e in seguito analizzati mediante spettrofotometria nel vicino infrarosso (NIRS). Lo strumento in dotazione nel nostro laboratorio è uno spettrofotometro a scansione modello NIRSystem 6500 (Foss Italia, Padova), che raccoglie gli spettri, caratterizzati da picchi riferibili a gruppi funzionali specifici presenti nel campione, nell’intervallo di lunghezza d’onda compreso tra 400 e 2500 nm. Tramite l’utilizzo di equazioni di calibrazione specificamente sviluppate per la stima del valore nutritivo del trinciato integrale di mais, è possibile determinare la composizione chimica dei campioni analizzati; i risultati vengono espressi in percentuale sulla sostanza secca.

Oltre alla produttività, per gli ibridi da trinciato risulta infatti fondamentale la determinazione del valore nutrizionale. I parametri qualitativi che vengono presi in considerazione per la stima della digeribilità e dell’apporto energetico del foraggio sono i seguenti: proteina grezza, amido, NDF (fibra neutro-detersa), ADF (fibra acido-detersa), ADL (lignina acido-detersa), DSO (digeribilità della sostanza organica) e UFL (unità foraggere latte/q. ss., un parametro sintetico che esprime il valore nutritivo finale del campione analizzato). Un altro importante parametro qualitativo è la digeribilità della frazione NDF (indicato come NDFD), che viene espressa come la percentuale di NDF scomparsa in un dato intervallo di tempo.

In Figura 1 viene illustrata la cinetica di degradazione della frazione NDF tra 0 e 48 ore; i valori corrispondenti ai quattro tempi di analisi rappresentano il valore medio relativo agli ibridi in prova nell’anno 2013 (24 campioni). Si può notare come al termine dell’analisi la percentuale di NDFD tenda a raggiungere un plateau, con un valore prossimo al 60%. Di particolare interesse, tuttavia, è il valore di NDFD a 12 ore (media = 26,81%), che risulta molto utile per i nutrizionisti zootecnici nella composizione della razione di bovine da latte ad alta genealogia ed elevata produzione, nelle quali la velocità di transito ruminale è più elevata e pertanto necessitano di alimenti con fibra altamente digeribile.

La variabilità tra gli ibridi in prova per il parametro NDFD a 12 ore costituisce perciò un dato interessante da considerare nella selezione del materiale da usare per la zootecnia. Dalle analisi statistiche svolte si è evidenziato che le componenti della fibra NDF e ADF hanno un coefficiente r di correlazione negativo e altamente significativo (p≤ 0,01) con la percentuale di amido (rispettivamente -0,84 e -0,85). Il parametro NDFD mostra inoltre una correlazione negativa e significativa con le componenti della fibra, in particolar modo con la lignina (r = -0,67, p≤ 0,01), confermando che in sintesi, se si vuole scegliere un ibrido da trinciato di elevata qualità in termini di disponibilità per l’alimentazione animale, oltre a determinare la percentuale delle componenti della fibra presenti, è necessario anche valutare la velocità con cui queste vengono digerite.

Nella sperimentazione 2013 sono stati confrontati 17 ibridi di classe 700 e 7 ibridi di classe 600, elencati in Tabella 2 insieme ai nominativi delle ditte che ne curano la distribuzione. Le prove sono state allestite in dieci località: Bergamo, Fontanella al Piano (Bergamo), Bertonico (Lodi), Caleppio di Settala (Milano), Trigolo e Corte de’ Cortesi (Cremona), Cadignano (Brescia), Lonigo (Vicenza), Granze (Padova) e Vigone (Torino). Da notare che in alcune località, a causa delle piogge continue, la semina è stata realizzata in ritardo, tra maggio e primi di giugno. Analogamente, in seguito ai ritardi nella maturazione delle piante, ci sono state molte differenze nella data di raccolta dei materiali: fine agosto a Lonigo e Granze, fine settembre a Caleppio di Settala e Trigolo, e tra ottobre e primi di novembre nelle altre località. La Tabella 2 riporta i valori medi e il range di variazione per i parametri agronomici e qualitativi degli ibridi in prova. Dal confronto tra le due classi FAO risulta che gli ibridi di classe 600 hanno dato un valore medio di produzione leggermente superiore (219,0 q/ha ss.) e un valore di umidità alla raccolta inferiore (64,5%), rispetto a quelli di classe 700 (215,2 q/ha ss. e 66,1%, rispettivamente). Per quanto riguarda i parametri chimici, gli ibridi più tardivi hanno mostrato valori massimi più elevati per le componenti NDF e ADF (44,4 e 21,4%), mentre la percentuale di amido (37,3%) e i parametri descrittivi della digeribilità dei composti chimici (78,6% e 93,6 UFL/q ss.) sono risultati più alti negli ibridi di classe 600. In generale, il lavoro di miglioramento genetico e di selezione degli ibridi da trinciato svolto in questi ultimi anni dalle maggiori ditte del settore ha dato risultati soddisfacenti, permettendo di individuare dei materiali caratterizzati da una buona capacità produttiva e da una composizione chimica favorevole, in grado di garantire un buon apporto energetico alle razioni zootecniche.

 

 

Tabella 1. Lista degli ibridi in prova nella stagione 2013, ditte distributrici e classe FAO.

 

Ditta distributrice

 

Ibrido

Classe

FAO

Agroalimentare Sud

 

ISX7013

700

Dekalb

 

DKC 6728

600

 

 

DKC 6743

600

 

 

DKC 6795

700

 

 

DKC 6815

600

KWS

 

KLIPS

700

 

 

KOLOSSEUS

700

 

 

KWS 2571

700

 

 

KWS 2572

700

Limagrain

 

AMBIZIOSO

600

 

 

LG30.703

700

 

 

LG30.709

700

Maisadour

 

MAS 71.B

600

 

 

MAS 73.E

700

 

 

MAS 78.T

700

NK Syngenta

 

NK ARMA

700

 

 

NK GIGANTIC

700

 

 

SY LUCROSO

600

 

 

SY QUALITAT

700

Pioneer

 

P2088

700

 

 

PR32D99

600

Semillas Fitò

 

SAGUNTO

700

Sivam

 

KILLERAS

700

 

 

Tabella 2. Medie e range di variazione per i parametri agronomici e nutrizionali negli ibridi di classe FAO 600 e 700 in prova nella stagione 2013.

 

 

Ibridi classe 600

 

Ibridi classe 700

 

Media

Range

Media

Range

Produzione q/ha ss.

219,0

212,1 – 226,8

215,2

203,8 – 230,8

Umidità alla raccolta (%)

64,5

63,7 – 65,4

66,1

63,6 – 68,2

Proteina grezza (% ss.)

6,8

6,6 – 7,0

7,0

6,7 – 7,3

Amido (% ss.)

36,5

35,1 – 38,7

34,9

30,8 – 37,3

NDF (% ss.)

39,8

38,6 – 40,9

40,8

39,4 – 44,4

ADF (% ss.)

18,6

17,7 – 19,3

19,3

18,1 – 21,4

ADL (% ss.)

3,7

3,5 – 4,0

3,7

3,4 – 4,1

NDFD_12H (%)

27,0

26,4 – 28,1

26,7

25,1 – 27,7

DSO (%)

76,9

75,6 – 78,6

75,8

72,2 – 77,3

UFL /q ss.

91,1

89,1 – 93,6

90,4

83,7 – 91,9

 

Rita Redaelli, Stefania Mascheroni, Michela Alfieri, Gianfranco Mazzinelli – Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Unità di ricerca per la maiscoltura (CRA-MAC)