Home Ricerca Rete Qualità Mais: indagine sulla contaminazione da micotossine, risultati della campagna 2023

Rete Qualità Mais: indagine sulla contaminazione da micotossine, risultati della campagna 2023

192
0
mais

di S. Locatelli, S. Mascheroni, G.F. Bigoni, A. Bossi, M. Carrara, H. Cassol, C. Lanzanova, N. Pecchioni

Il mais è soggetto all’infezione da parte di diverse specie fungine, che causano l’accumulo di micotossine, sostanze tossiche sia per gli esseri umani che per gli animali. Per questo motivo, se il livello di contaminazione supera le soglie previste dai regolamenti europei, il raccolto non può essere destinato né al consumo umano né animale. Lo sviluppo dei funghi e l’accumulo conseguente di micotossine sono strettamente legati alle condizioni meteorologiche. L’inizio della campagna agricola del 2023 è stato estremamente difficile, preceduto da quindici mesi consecutivi di scarse piogge. Le semine sono state effettuate principalmente nella seconda metà di marzo e all’inizio di aprile. I dati dell’ISTAT sulle intenzioni di semina hanno mostrato un calo del -6,2% rispetto al 2022, con una diminuzione distribuita in modo diverso nelle varie regioni: -3% nel nord-ovest e -12,3% nel nord-est. La scarsità di risorse idriche ha influenzato le decisioni degli agricoltori, con turni di irrigazione ridotti già a marzo, all’inizio della nuova stagione agricola. Aprile è stato caratterizzato da basse precipitazioni e temperature normali, soprattutto confrontate con il mese successivo, maggio, che ha visto un’elevata piovosità e temperature massime che non hanno mai superato i 25 °C in nessuna regione del nord Italia. Va ricordata l’alluvione devastante che ha colpito l’Emilia-Romagna, una regione particolarmente importante per la coltivazione del mais. Nel centro-nord, le basse temperature hanno rallentato la crescita delle colture e le piogge hanno reso difficoltose le operazioni di lavorazione dopo le semine (come il rincalzo, l’applicazione di urea, i trattamenti con AFX1 e il diserbo). Nel nord-ovest, alcune aree sono state danneggiate da grandinate disastrose che hanno compromesso le prime fasi di crescita delle piante, mentre in Friuli-Venezia Giulia alcune zone non sono state seminate a causa delle piogge incessanti. Si è verificata una diffusa presenza di infestazioni di ferretto dopo l’emergenza delle piante. Durante giugno, sono state registrate buone precipitazioni nelle regioni del nord-ovest, mentre in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Veneto le piogge sono state più scarse. Queste piogge “salva-raccolto” hanno permesso di posticipare le prime irrigazioni, contribuendo a conservare l’acqua per i mesi successivi, il che è stato cruciale considerando che c’è stato un accumulo di neve lungo l’arco alpino inferiore del 30% rispetto agli anni precedenti. Il ciclo delle colture è stato ritardato, con piante di mais in alcune zone che presentavano una crescita irregolare a causa di ristagni d’acqua e differenze nelle date di semina (con alcuni campi con le spighe ancora in fase lattea e altri appena iniziati a fiorire). Giugno ha visto un modesto aumento delle temperature, che non hanno superato i 30 °C, e un’umidità media adeguata durante le fasi di crescita delle colture. Le precipitazioni sono diminuite a luglio, tranne che in alcune località della Lombardia e del Friuli-Venezia Giulia, colpite da forti piogge e tempeste di grandine con vento. Le ultime fasi di sviluppo e maturazione delle spighe sono state caratterizzate da precipitazioni scarse in tutte le regioni; le infestazioni di piralide e diabrotica sono risultate poco diffuse. Luglio e agosto hanno registrato temperature elevate tra i 30 e i 35 °C, con un significativo aumento delle temperature soprattutto in Piemonte tra luglio e agosto. Il ciclo della coltura è terminato con temperature stabili per tutto il mese di settembre (Cassol et al, 2023).

La Rete Qualità Mais (Figura 1), coordinata dal Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali di Bergamo, monitora annualmente le caratteristiche igienico-sanitarie del mais durante lo stoccaggio e la conservazione, valutando il contenuto delle principali micotossine (aflatossine, fumonisine, deossinivalenolo).

Nel 2023, il monitoraggio della Rete Qualità Mais ha coinvolto 31 centri di essiccazione e stoccaggio distribuiti nel Nord Italia (Tabella 1). I campioni ricevuti e analizzati tramite test ELISA immunoenzimatici specifici per aflatossina B1, fumonisine, deossinivalenolo sono stati 217.

Aflatossina B1 (AFB1)

Le aflatossine sono tossine fungine prodotte da funghi appartenenti al genere Aspergillus, il cui sviluppo è favorito da condizioni di stress idrico durante la fioritura e la maturazione del mais in presenza di temperature elevate.

Nel 2023, il 7% dei campioni ha mostrato una concentrazione di aflatossina B1 superiore a 20 µg/kg, il che supera il limite consentito per la granella di mais destinata alla produzione di mangimi, come stabilito dal Regolamento (UE) N. 574/2011. Inoltre, il 10% dei campioni ha presentato una concentrazione compresa tra 5-10 e 10-20 µg/kg, situandosi quindi in fasce di rischio prossime al limite massimo consentito durante la fase di accettazione del prodotto (grafico 1).

Grafico 1: Distribuzione percentuale del contenuto di aflatossina B1 (µg/kg) in campioni di mais nel 2023

Il 7% dei campioni con un tenore di aflatossina B1 superiore a 20 µg/kg rientra in una media simile a quella osservata negli anni precedenti. L’ansia di ripetere la percentuale disastrosa registrata nel 2022 era elevata, ma evidentemente le precipitazioni che si sono verificate durante la stagione hanno contribuito a ridurre lo stress idrico e a limitare la crescita di Aspergillus flavus.

Analizzando la distribuzione geografica dei campioni, emerge che l’area più colpita è stata quella “adriatica”. Qui è stato riscontrato il 9% dei campioni con una concentrazione di aflatossina B1 superiore a 20 µg/kg, mentre il 27% dei campioni presentava una concentrazione compresa tra 5 e 20 µg/kg.

Fumonisine (FBs)

Le fumonisine sono tossine fungine principalmente generate dal metabolismo di Fusarium verticillioides. Lo sviluppo di questo fungo è strettamente correlato alla presenza della piralide, la cui infestazione sulla spiga crea un accesso privilegiato per Fusarium. Una volta stabilitosi, questo fungo rilascia le fumonisine. Le coltivazioni hanno subito una significativa pressione dagli attacchi di fitofagi come la piralide e la diabrotica. Le temperature più elevate, soprattutto di notte, hanno favorito l’attività della piralide del mais, danneggiando sia i fusti sia, in modo predominante, le spighe, rendendole più suscettibili all’attacco di Fusarium verticillioides. Il 56% dei campioni di granella analizzati ha evidenziato la presenza di fumonisine superiori a 4000 µg/kg (come mostrato nel grafico 2), valore limite per l’utilizzo della granella di mais non trasformata destinata al consumo diretto secondo il Regolamento (UE) 915/2023.

La presenza di fumonisine nelle diverse aree di provenienza dei campioni è molto uniforme tra le regioni ovest, centro, est e adriatica: la percentuale di campioni con un contenuto di fumonisine superiore a 4000 µg/kg oscilla tra il 56% e il 63%. Solo nell’area Sud Po, questo valore è significativamente più basso, pari al 12%.

Deossinivalenolo (DON)

Il deossinivalenolo è una tossina fungina prodotta principalmente da funghi del genere Fusarium, in particolare da Fusarium graminearum. Questo fungo trova condizioni ottimali di crescita in presenza di basse temperature e frequenti precipitazioni durante la fase di maturazione della granella. Durante la stagione agricola, sono state segnalate numerose contaminazioni da F. graminearum nell’area orientale, soprattutto nelle zone colpite da forti grandinate. In effetti, dopo anni in cui tutti i campioni analizzati mostravano valori di DON inferiori a 750 µg/kg, nel 2023 il 5% dei campioni ha registrato una concentrazione compresa tra 750 e 1250 µg/kg, percentuale che sale al 50% nell’area orientale. Tuttavia, è importante notare che i valori dei campioni rimangono al di sotto del limite consentito per l’utilizzo della granella di mais a fini alimentari diretti, il quale è di 1750 µg/kg secondo il Regolamento (UE) 915/2023.

Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare ai centri di essiccazione – stoccaggio aderenti alla Rete Qualità Mais. Un ringraziamento a tutti gli operatori della filiera che hanno fornito le informazioni raccolte, in particolare a: AIRES (Associazione Italiana Raccoglitori Essiccatori Stoccatori di Cereali e Semi oleosi) e AMI (Associazione Maiscoltori Italiani).

Bibliografia:

Cassol et al. Campagna maidicola 2023: andamento meteorologico e dati preliminari. Mangimi & Alimenti n.5/2023 pagg 16-18

Regolamento (UE) N. 574/2011 della Commissione del 16 giugno 2011

Regolamento (UE) 915/2023 della Commissione del 25 aprile 2023