UE–Australia: accordo su commercio, sicurezza e sostenibilità
L’Unione europea e l’Australia hanno annunciato oggi l’adozione di un partenariato innovativo in materia di sicurezza e difesa. Allo stesso tempo, hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio ambizioso ed equilibrato e concordato l’avvio dei negoziati formali per l’associazione dell’Australia a Horizon Europe, il più grande programma di finanziamento al mondo per la ricerca e l’innovazione. In un contesto di crescente incertezza geopolitica le due parti grazie a questi due nuovi step rafforzano ulteriormente la loro relazione.
Il testo finale dell’accordo di libero scambio è stato concordato a Canberra (Australia) durante un incontro tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il primo ministro australiano Anthony Albanese. Il partenariato per la sicurezza e la difesa è stato invece firmato il 18 marzo 2026 dall’Alta rappresentante Kaja Kallas insieme al vice primo ministro australiano Richard Marles e alla ministra degli Esteri Penny Wong.
Partenariato per la sicurezza e la difesa
Le due parti – già partner consolidati e accomunati da una visione condivisa del sistema internazionale – intendono rafforzare il coordinamento su sicurezza, gestione delle crisi, tecnologie emergenti e stabilità nella regione indo-pacifica. Il nuovo quadro mira a rendere più strutturata e continua la cooperazione, anche in risposta all’evoluzione delle minacce globali.
Un accordo di libero scambio ambizioso ed equilibrato
Sul piano commerciale l’accordo apre il mercato australiano a uno dei sistemi economici più dinamici tra i Paesi sviluppati con benefici attesi per imprese, consumatori e settore agroalimentare europeo. Le esportazioni dell’UE potrebbero aumentare significativamente nel prossimo decennio, con prospettive particolarmente favorevoli per il comparto lattiero-caseario e per i prodotti trasformati.
Opportunità per le imprese e il settore agroalimentare
L’intesa presenta un equilibrio tra opportunità e tutele: da un lato vengono eliminati i dazi su numerosi prodotti europei tra cui formaggi e preparazioni a base di carne, rafforzando la presenza sui mercati esteri. Dall’altro, per comparti sensibili come carne bovina e ovina o alcuni prodotti lattiero-caseari, sono previste aperture limitate e controllate, accompagnate da meccanismi di salvaguardia in grado di intervenire in caso di squilibri di mercato.
Un elemento particolarmente rilevante riguarda la tutela delle Indicazioni Geografiche, con la protezione di numerosi prodotti agroalimentari e delle relative filiere, molte delle quali legate direttamente alla zootecnia. Questo rafforza il posizionamento delle produzioni europee di qualità e contribuisce a difendere il valore aggiunto delle denominazioni.
Accesso alle materie prime critiche
L’accordo interviene anche sul fronte delle materie prime critiche, facilitando l’accesso a risorse strategiche provenienti dall’Australia e contribuendo alla stabilità delle catene di approvvigionamento: si tratta di un aspetto che, pur non direttamente agricolo, incide sulla competitività complessiva delle filiere produttive.
Impegni ambiziosi in materia di sostenibilità
L’accordo infine integra pienamente gli elevati standard dell’Unione europea in materia di commercio e sviluppo sostenibile, includendo impegni vincolanti sui diritti dei lavoratori, tutela dell’ambiente e azioni per il clima. In particolare viene ribadito il rispetto dei principi fondamentali del lavoro e degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. L’intesa promuove inoltre sistemi alimentari sostenibili e favorisce la liberalizzazione degli scambi di beni e servizi “verdi”, come quelli legati alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, rafforzando il contributo del commercio alla transizione ecologica.
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Last modified: 1 Maggio 2026





