Home Attualità Uso di soia responsabile nell’UE al 35%: percentuale in aumento

Uso di soia responsabile nell’UE al 35%: percentuale in aumento

182
0

Un nuovo rapporto pubblicato da FEDIOL, L’Associazione europea dell’industria degli oli vegetali e delle farine proteiche, ha rivelato che nel 2022 il 35% della soia utilizzata e processata dalle aziende associate è stata verificata o certificata come responsabile. Questo dato – riportato da FEDIOL in un comunicato stampa – segna un aumento rispetto all’anno precedente e rappresenta un passo avanti nella direzione della sostenibilità nel settore europeo dell’alimentazione.

I risultati mostrati nel rapporto evidenziano l’impegno crescente delle aziende europee nel settore dell’alimentazione verso la sostenibilità e l’importanza di continuare ad adottare pratiche responsabili per garantire un futuro più verde e equo per il nostro pianeta.

Secondo il rapporto, la quantità di prodotti derivati dalla soia che le aziende sono riuscite a vendere in Europa è aumentata di 2 punti percentuali, passando dal 7% del 2021 al 9%. Tuttavia, nonostante questo lieve incremento, rimane ancora un gap del 26% che evidenzia le difficoltà delle aziende associate a FEDIOL nel vendere, come verificate o certificate responsabili, l’intera quantità di soia acquistata con un premio di sostenibilità.

Il rapporto ha esaminato i volumi di soia acquistati e i prodotti derivati venduti che erano conformi alle Linee Guida per l’Approvvigionamento di Soia (SSG) aggiornate nel 2021. Le aziende associate a FEDIOL hanno acquistato complessivamente 13.862.000 tonnellate di soia, segnando una lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti. Nella seconda parte del monitoraggio FEDIOL ha valutato anche l’origine geografica della soia acquistata dalle aziende associate e la raccolta dei volumi aggregati di soia lavorata nell’UE: nel 2022, le aziende associate hanno acquistato il 96% della soia processata da regioni a basso rischio di deforestazione, mentre solo il 4% proveniva da regioni ad alto rischio.

Tuttavia, il monitoraggio non fornisce indicazioni sui volumi che saranno in grado di conformarsi al Regolamento sull’Arresto della Deforestazione dell’UE quando entrerà in vigore, alla fine del 2024.