GIORNALE DI ECONOMIA, LEGISLAZIONE, RICERCA E NUTRIZIONE DEL SETTORE MANGIMISTICO

Prospettive di filiera dopo gli Stati Generali della Zootecnia

Autore:

di Massimo Zanin, Presidente Assalzoo

Con la prima edizione degli Stati Generali della Zootecnia sono emersi due elementi di grande rilievo.

Il primo è stato la presenza, per la prima volta in modo unitario, di tutte le principali componenti della filiera zootecnica italiana, che ha consentito di costruire un quadro condiviso delle criticità e delle prospettive del settore attraverso un dialogo aperto e concreto.

Il secondo è ancora più significativo: la produzione primaria, l’industria mangimistica e di trasformazione e la distribuzione hanno riconosciuto la necessità di avviare un percorso comune su alcune grandi questioni trasversali che attraversano l’intera filiera. Tra queste: il benessere e la salute animale, la sostenibilità ambientale, la redditività delle imprese, la comunicazione verso i consumatori e, soprattutto, la ripresa produttiva anche in una prospettiva di maggiore internazionalizzazione.

Il contesto è noto, ma non per questo meno urgente. Parliamo di un settore che genera circa 180 miliardi di euro di valore complessivo – pari a circa l’8% del PIL nazionale, come evidenzia il Terzo Rapporto FeedEconomy – e che, al tempo stesso, presenta una dipendenza strutturale dalle importazioni in diversi comparti, una redditività non omogenea lungo la filiera e una crescente pressione normativa.

In queste condizioni non è possibile parlare seriamente di sovranità alimentare o di competitività del Made in Italy agroalimentare senza affrontare in modo coordinato le criticità che incidono sulla capacità produttiva della zootecnia italiana.

La questione che oggi si pone alla filiera non è dunque se sia necessario un percorso comune, ma come costruirlo in modo efficace, stabile e concretamente operativo. E, soprattutto, come evitare che questo percorso si traduca nell’ennesimo tavolo di confronto senza esiti concreti.

Le priorità trasversali: una base già condivisa

Un primo elemento positivo è che il lavoro svolto in preparazione degli Stati Generali ha già consentito di individuare una base di lavoro chiara e condivisa.

Le priorità trasversali sono ormai evidenti:

  • il benessere e la salute animale nel quadro del principio One Health;
  • la sostenibilità ambientale e la gestione dell’accettazione sociale della zootecnia;
  • la redditività e l’equa distribuzione del valore lungo la filiera;
  • la comunicazione e la valorizzazione dei prodotti di origine animale;
  • la ripresa produttiva nei comparti deficitari e il rafforzamento della capacità di export.

Si tratta di temi che richiedono un approccio di filiera: nessun segmento può affrontarli da solo e nessuna soluzione può essere efficace se non coinvolge, in modo coordinato, produzione primaria, trasformazione, distribuzione e istituzioni.

L’obiettivo del percorso è altrettanto chiaro: arrivare alla definizione di un Documento di Indirizzo unitario della filiera zootecnica italiana da sottoporre al Governo come base per una nuova stagione di sviluppo del settore.

Come proseguire: dalle ipotesi all’operatività

A questo punto il tema centrale diventa quello degli strumenti. Le ipotesi sul tavolo sono diverse e non necessariamente alternative tra loro.

Tavolo tecnico permanente di filiera: è la soluzione più immediata e coerente con il percorso avviato. Consente di attivare rapidamente un luogo di confronto stabile, articolato in una prima fase trasversale e successivamente in tavoli di comparto (bovino, suino, avicolo, ovicaprino, cunicolo, ittico). Il principale vantaggio è la rapidità e il diretto coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative.

Osservatorio permanente della zootecnia italiana: un osservatorio autorevole potrebbe colmare un limite evidente: la mancanza di una base informativa condivisa e riconosciuta. Rafforzare la capacità di analisi e di lettura dei dati significa rafforzare anche il peso della filiera nel confronto con le istituzioni e con l’opinione pubblica.

Accanto a queste ipotesi potranno essere valutati anche altri strumenti in grado di rappresentare in modo efficace e unitario le esigenze dell’intera filiera; sarà il confronto tra i soggetti coinvolti a individuare le soluzioni più adeguate e sostenibili nel tempo.

Un percorso da costruire insieme

Le ipotesi non devono essere lette come alternative rigide, ma come possibili fasi di un percorso comune.

Si può immaginare, fin da subito, l’attivazione di un tavolo tecnico permanente come primo passo operativo, accompagnato da un lavoro progressivo di strutturazione degli strumenti più complessi, sulla base dei risultati che verranno via via conseguiti.

Come Assalzoo siamo pronti a contribuire in modo attivo a questo percorso. L’industria mangimistica occupa una posizione centrale nella filiera, che le consente di coglierne le interconnessioni e di favorire un approccio realmente sistemico.

Le condizioni per costruire una rappresentanza unitaria efficace – competenze, dimensione economica, riconoscimento istituzionale – esistono già.

La vera sfida è trasformare l’energia e la coesione emerse negli Stati Generali in un lavoro continuativo, capace di produrre risultati concreti.

Perché il punto, oggi, non è più aprire il confronto.
È dimostrare che la filiera zootecnica italiana è in grado di guidarlo.

Last modified: 23 Giugno 2026