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Caldo e Siccità: le strategie per l’agricoltura e la zootecnia

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La Commissione europea ha elaborato uno schema di risposte che il settore primario e l’allevamento possono attuare rispetto all’ondata di calore e siccità che ha investito il continente. Tali risposte si articolano sul breve, medio e lungo periodo.

Come può l’agricoltura far fronte allo stress termico?
Gli eventi climatici estremi, tra cui ondate di calore e siccità, stanno diventando più frequenti e intensi in tutta Europa. Solo nel luglio 2026, le temperature in molti paesi sono aumentate di 5-12 °C rispetto alle medie stagionali, causando gravi ripercussioni socio-economiche e interrompendo le attività agricole. Poiché le ondate di calore diventano più intense, diffuse e imprevedibili, è necessario pianificare in anticipo misure di adattamento allo stress termico sia a livello aziendale che paesaggistico.

Lo stress termico interrompe le fasi chiave dello sviluppo delle colture, riducendo la fertilità, accelerando la maturazione dei cereali e aumentando il fabbisogno idrico. Nel settore zootecnico, le alte temperature non solo influiscono significativamente sul ciclo giornaliero e sul periodo di pascolo degli animali, ma riducono anche l’assunzione di mangime e l’efficienza alimentare, aumentando al contempo il consumo di acqua. In condizioni estreme, lo stress termico aumenta notevolmente i tassi di mortalità animale. In tutta l’UE, le perdite di raccolto causate da siccità e ondate di calore sono triplicate negli ultimi 50 anni, evidenziando la crescente minaccia che il caldo estremo rappresenta per la produttività agricola e la sicurezza alimentare.

Adattamento della gestione delle colture
Mitigare gli effetti delle ondate di calore sulle colture richiede misure che riducano le temperature delle piante e del suolo, mantenendo al contempo un’adeguata disponibilità idrica.

Ottica di breve termine
Protezione termica a livello delle colture, attraverso misure come reti multifunzionali, applicazioni fogliari a base di caolino, potatura tardiva o ridotta e serre o coperture in alluminio. L’irrigazione è un’azione fondamentale per limitare gli effetti del caldo estremo e della diminuzione dell’umidità del suolo. Poiché l’irrigazione può esercitare ulteriore pressione sulle scarse risorse idriche, è opportuno dare priorità a sistemi efficienti e soluzioni di gestione idrica sostenibili.

Nel medio-lungo termine

Bisogna anticipare gli effetti delle ondate di calore attraverso la selezione di colture e varietà i cui cicli di crescita minimizzino l’esposizione a periodi di calore estremo, incluse varietà a maturazione precoce per le colture invernali e primaverili; la diversificazione della produzione verso colture più tolleranti alle alte temperature, come il sorgo al posto del mais; la promozione di sistemi agricoli resilienti, tra cui l’agricoltura biologica e l’agroecologia.

Bisogna aumentare la disponibilità idrica investendo in adeguate infrastrutture di stoccaggio idrico, implementando misure naturali di ritenzione idrica attraverso azioni coordinate a livello territoriale, ampliando il riutilizzo dell’acqua trattata per l’irrigazione e promuovendo approcci circolari alla gestione delle risorse idriche. Insieme, queste misure possono ridurre i rischi di siccità, inondazioni e incendi boschivi, rafforzando al contempo la resilienza e l’adattabilità dei paesaggi agricoli.

Bisogna migliorare la salute del suolo e la capacità di stoccaggio idrico attraverso pratiche quali la riduzione della lavorazione del terreno, la copertura permanente del suolo, l’uso controllato dei macchinari per prevenire la compattazione, l’aumento della sostanza organica del suolo e pratiche mirate di raccolta dell’acqua nelle colture permanenti. Queste misure aiutano i terreni a trattenere l’umidità più a lungo e a ridurre la vulnerabilità delle colture durante i periodi di siccità.

Strategie d’adattamento per l’allevamento
Migliorare la resistenza del bestiame allo stress da calore richiede sia misure di gestione immediate che investimenti a lungo termine. Rispetto alle pratiche a breve termine per affrontare lo stress da calore c’è
– da garantire l’accesso permanente ad acqua potabile pulita e fresca e aumentare il numero di punti di abbeveraggio ove necessario;
– da fornire ombra naturale o artificiale nelle aree di pascolo e nelle zone di riposo;
– da modificare gli orari di alimentazione in base alle ore più fresche della giornata e adattare le diete per mantenere l’assunzione di mangime durante le ondate di calore;
– da implementare protocolli di risposta alle emergenze per il trasporto, la movimentazione e altre pratiche di gestione stressanti durante le ore più calde della giornata;
– da intensificare il monitoraggio degli indicatori comportamentali degli animali per individuare precocemente i segni di stress da calore e consentire un intervento correttivo tempestivo.
Per quanto riguarda le misure a medio e lungo termine c’è
– da investire in strutture zootecniche resistenti ai cambiamenti climatici, dotate di adeguato isolamento, sistemi di monitoraggio e sistemi di raffreddamento efficienti dal punto di vista idrico ed energetico;
– da introdurre tecnologie di allevamento di precisione, inclusi sensori ambientali e sistemi di monitoraggio automatizzati, per monitorare costantemente il comfort termico e il benessere degli animali;
– da sviluppare sistemi di stoccaggio e riutilizzo dell’acqua in azienda per garantire un’adeguata disponibilità idrica durante i periodi di elevata domanda;
– da sviluppare sistemi agroforestali e agro-silvo-pastorali che integrino gli alberi nella produzione zootecnica, fornendo ombra a lungo termine e migliorando la resilienza dell’ecosistema;
– da promuovere programmi di selezione genetica e di allevamento che preservino le razze zootecniche localmente adattate, integrando al contempo caratteristiche di tolleranza al calore e resilienza climatica con obiettivi di produttività e salute animale.


Last modified: 23 Agosto 2026