Influenza aviaria, la campagna europea #nobirdflu
L’Europa si prepara alla stagione di migrazione autunnale degli uccelli. L’EFSA e la Commissione europea hanno messo a disposizione una serie di risorse pratiche per aiutare gli allevatori, gli avicoltori e i veterinari a prevenire la diffusione dell’influenza aviaria, nell’ambito della campagna #NoBirdFlu. I focolai di influenza aviaria possono avere gravi conseguenze per la salute degli animali, la produzione alimentare, i mezzi di sussistenza degli allevatori e la salute pubblica.
La campagna #NoBirdFlu promuove cinque semplici misure di biosicurezza che possono contribuire a prevenire l’introduzione e la diffusione dell’influenza aviaria, in particolare nei piccoli allevamenti e negli allevamenti da cortile:
- controllare l’accesso agli allevamenti;
- applicare corrette procedure di pulizia e disinfezione;
- prevenire il contatto con gli uccelli selvatici;
- tenere separate le diverse specie di pollame;
- riconoscere i segni della malattia e intervenire tempestivamente.
«La prevenzione dell’influenza aviaria inizia con le misure di biosicurezza quotidiane. La campagna #NoBirdFlu contribuisce a trasformare le conoscenze scientifiche in semplici azioni che gli allevatori, i detentori di pollame da cortile e i veterinari possono mettere in pratica prima che il virus raggiunga l’allevamento», ha affermato Nikolaus Kriz, direttore esecutivo dell’EFSA.
«Quando gli uccelli migratori attraversano l’Europa, il rischio di diffusione dell’influenza aviaria aumenta. L’influenza aviaria non si ferma alle frontiere. Grazie alla collaborazione tra gli Stati membri e tra i diversi settori, possiamo contribuire a ridurre il rischio di focolai e a proteggere la salute degli animali, la produzione alimentare e i mezzi di sussistenza», ha dichiarato Claire Bury, direttrice generale aggiunta per la Sostenibilità alimentare presso la Commissione europea.
L’influenza aviaria è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce principalmente il pollame e gli uccelli acquatici selvatici. I focolai possono devastare le popolazioni di pollame, compromettere le catene di approvvigionamento e nuocere ai mezzi di sussistenza degli allevatori nonché avere un impatto sulla salute pubblica.
I casi di influenza aviaria in Europa tendono ad aumentare durante i mesi invernali, in concomitanza con le migrazioni degli uccelli selvatici. Tra l’ottobre 2025 e il giugno 2026 sono stati rilevati quasi 8 000 focolai in Europa. I casi rilevati tra gli uccelli selvatici sono stati quattro volte superiori rispetto all’inverno precedente. Negli allevamenti di pollame, la maggior parte delle infezioni è stata dovuta al contatto indiretto con uccelli selvatici. Ciò conferma quanto sia importante applicare rigorose misure di biosicurezza, sia per ridurre il rischio che la malattia passi dagli uccelli selvatici agli allevamenti sia per contenerne la diffusione da un allevamento all’altro.
Kit di sostegno alla comunicazione – Per aiutare i partner della campagna a divulgare le misure pratiche in grado di ridurre la diffusione dell’influenza aviaria negli allevamenti è disponibile, un kit di comunicazione. Saranno rese disponibili le traduzioni dei materiali in tutte le lingue dell’UE.
Come partecipare – Per fornire sostegno e prendere parte alla campagna, visita il sito web #NoBirdFlu e scarica il kit di comunicazione. La condivisione di questi materiali può contribuire a ridurre il rischio di focolai di influenza aviaria e a tenerla lontana dagli allevamenti europei, grandi e piccoli.
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Last modified: 21 Settembre 2026





