Export cereali Usa: i volumi tornano ai livelli del 2021
Le spedizioni di cereali dagli Stati Uniti tornano a mostrare una vitalità che non si vedeva dal 2021. A sostenerlo è l’ultimo monitoraggio del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) da cui emerge che il volume complessivo delle spedizioni per l’export ha invertito la rotta dopo il calo post-pandemia, riavvicinandosi ai massimi storici di 144 milioni di tonnellate registrati cinque anni fa.
La spinta del mais e il recupero dei volumi
Il 2025 si è chiuso con un bilancio di 141,16 milioni di tonnellate, segnando un recupero netto rispetto alle stagioni precedenti. A fare la parte del leone è stato il mais, le cui spedizioni sono quasi raddoppiate nel giro di due anni, crescendo del 40% solo nell’ultima campagna. Anche il grano ha mostrato una progressione solida, con un incremento del 15% su base annua. Al contrario, il comparto della soia ha attraversato una fase di contrazione, chiudendo l’anno con una flessione del 27% rispetto ai volumi del 2024.
Segnali di vigore nel nuovo anno
Nonostante le consuete pause del calendario commerciale legate alle festività invernali e al Capodanno cinese, i primi mesi del 2026 confermano una domanda logistica molto sostenuta. Al 19 febbraio i dati sulle ispezioni portuali indicano già una crescita complessiva del 21% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, suggerendo che la fase di ripresa non sia un fenomeno isolato ma un trend consolidato.
Il fattore cinese e la tenuta della soia
A trainare questo avvio di 2026 è soprattutto il ritorno degli acquisti da parte della Cina, che ha impresso un’accelerazione immediata alle spedizioni di soia, in crescita del 21% nei primi due mesi. Nello stesso arco temporale anche il mais e il grano hanno mantenuto un segno positivo, con incrementi rispettivamente del 13% e del 18%, confermando una vivacità diffusa tra le principali colture.
L’importanza strategica dei canali esteri
L’export si conferma una valvola di sfogo essenziale per l’economia rurale americana, assorbendo mediamente un quarto dell’intera produzione cerealicola nazionale. La dipendenza dai mercati esteri è particolarmente evidente per il grano e la soia, che vedono quasi la metà del raccolto destinata oltre confine, mentre per il mais la quota si attesta intorno al 15%.
Last modified: 4 Giugno 2026





