Home Ricerca Micotossine e progetto MICOPRINCEM

Micotossine e progetto MICOPRINCEM

531
0

 

La contaminazione da micotossine negli alimenti e mangimi è un problema di primaria importanza per la sicurezza alimentare, sia in ambito scientifico che legislativo, a causa dell’elevata diffusione e tossicità delle micotossine, del gran numero di derrate alimentari che possono essere oggetto di contaminazione, dell’impatto sanitario ed economico-commerciale. Nel settore dei cereali e derivati, la contaminazione da micotossine rappresenta un fattore di rischio per la sicurezza d’uso, poiché le micotossine, anche se diverse da un punto di vista chimico, hanno come denominatore comune una elevata stabilità e quindi la persistenza lungo le catene alimentari, con importanti effetti negativi sulla salute dell’uomo e degli animali.

È pertanto obiettivo prioritario nel settore dei cereali, siano essi destinati all’alimentazione umana che alla zootecnia, il controllo e la riduzione di questo fattore di rischio che in primo luogo danneggia la salute dei consumatori e degli animali allevati e che riduce drasticamente il valore economico del prodotto, limitandone l’impiego e la commerciabilità.

La migliore strategia per affrontare tale problematica è sicuramente la prevenzione, purché applicata su tutta la filiera, a partire dal campo e fino ai prodotti finiti, ed un approccio possibile è il monitoraggio costante delle micotossine che con maggiore frequenza si riscontrano sui diversi cereali di interesse.

 

Il MiPAAF ha ritenuto strategico affrontare la problematica “Micotossine” finanziando su tale tema nell’ambito del Piano Cerealicolo Nazionale uno specifico progetto di ricerca (azione 7 del Piano), stante l’esigenza di trovare concrete soluzioni alla problematica stessa, segnalata del resto come prioritaria anche dal tavolo di filiera.

È in tale contesto che ha origine il progetto di ricerca MICOPRINCEM (Micotossine Principali ed emergenti nei Cereali), coordinato dal Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (C.R.A.) e condotto in collaborazione con diverse istituzioni nazionali da anni operanti nel settore, quali l’istituto Superiore di Sanità, il CNR-ISPA di Bari), l’università di Torino (DISAFA) e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (Ist. Entomologia Agraria).

L’attività è stata articolata su cinque settori di ricerca: 1) Definizione e validazione di metodiche analitiche utili per la determinazione di micotossine nei cereali; 2) Strategie utili per la prevenzione ed il contenimento dello sviluppo di micotossine; 3) Valutazione dell’incidenza delle principali micotossine utile per la costruzione di un sistema nazionale di valutazione del rischio;4) Analisi della diffusione nelle aree a rischio dell’incidenza delle principali specie fungine potenzialmente micotossigene. Verifica della correlazione tra presenza del fungo sulla pianta e contaminazione da micotossine; 5) Controllo del processo produttivo attraverso l’analisi dei punti critici nella filiera e definizione di linee guida utili alla prevenzione ed al contenimento dello sviluppo di micotossine).

 

Il progetto, di durata triennale, ha affrontato la problematica delle micotossine nei cereali, rivolgendo particolare attenzione sia alle micotossine più diffuse che alle micotossine cosiddette emergenti, ossia un gruppo di micotossine attualmente all’attenzione della Commissione Europea di interesse a causa della loro tossicità per uomo e animali, ma di cui si hanno pochi dati disponibili. La problematica delle micotossine emergenti è stata affrontata sotto più aspetti. Da un punto di vista analitico, gli studi hanno consentito di arrivare alla definizione di metodi validati con cui effettuare un monitoraggio delle micotossine emergenti sulla produzione cerealicola nazionale e raccogliere dati attendibili sulla loro reale diffusione in Italia. Da un punto di vista fitopatologico, sono state svolte con indagini volte all’individuazione delle specie fungine più direttamente collegate, al fine di avere un quadro completo della incidenza delle specie presenti e della loro distribuzione geografica in annate successive. Il progetto inoltre ha dato l’opportunità di proseguire il monitoraggio sulle micotossine principali (ossia quelle già considerate a livello normativo), per le quali sono già disponibili dati, con particolare attenzione alle aree indicate a rischio e con l’obiettivo di mantenere sotto costante controllo la produzione nazionale. Nell’ambito del progetto MICOPRINCEM sono state anche prese in considerazione le strategie più utili, per ciascun cereale, alla prevenzione e al contenimento dello sviluppo dei composti tossici sia mediante sistemi agrotecnici in grado di diminuire i fattori di rischio, sia attraverso lo studio di modelli previsionali in grado di individuare le condizioni più favorevoli allo sviluppo dei funghi oggetto di studio e quindi di allertare preventivamente gli operatori agricoli, tutto ciò al fine di un miglioramento della qualità igienico-sanitaria delle produzioni di cereali.

I risultati più salienti del progetto sono stati presentati in un apposito convegno tenutosi presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il 28 maggio scorso alla presenza di rappresentanti delle istituzioni di ricerca coinvolte, di esponenti del mondo accademico e delle associazioni di categoria sia del mondo agricolo che industriale.

 

La gran mole di dati raccolti durante i tre anni del progetto potrà essere utile per considerazioni attinenti la valutazione del rischio e la gestione dello stesso da parte degli organi preposti e potrà contribuire a fornire indicazioni valide per la definizione di linee guida per gli operatori sia a livello di produzione che di stoccaggio. Tali indicazioni costituiscono anche un riferimento per assicurare alle produzioni cerealicole nazionali il rispetto dei limiti di commercializzazione con conseguenze positive sulla competitività della cerealicoltura nazionale, sulla redditività degli agricoltori e dei primi soggetti delle filiere, sulla valorizzazione delle filiere stesse.

 

 Foto: Pixabay

Maria Grazia D’Egidio – Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (C.R.A.-Unità di ricerca per la Valorizzazione Qualitativa dei Cereali), Roma