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Studio FAO: offerta globale di carne quadruplicata in 60 anni. Ma la distribuzione disomogenea persiste

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Negli ultimi sessant’anni l’offerta globale di alimenti di origine animale terrestre trainata da uova, pollame e carne suina, ha registrato un aumento significativo che ha trasformato l’allevamento in uno dei settori agricoli a più rapida crescita. I dati arrivano dal rapporto della FAO “Fattori trainanti dell’offerta e della domanda degli alimenti di origine animale terrestre”, che costituisce la seconda parte di una valutazione scientifica globale sul ruolo della zootecnia nella sicurezza alimentare, nella nutrizione e nei sistemi agroalimentari sostenibili. Lo studio prende in esame l’offerta e la domanda di prodotti derivati da mammiferi, uccelli e insetti, analizzando sistemi produttivi di ogni tipologia e dimensione, dai pascoli tradizionali agli allevamenti specializzati, fino alla caccia di animali selvatici.

Carne quadruplicata, latte quasi triplicato

Tra il 1961 e il 2021 la disponibilità globale di questi alimenti è cresciuta rapidamente. La carne di pollame ha mostrato l’incremento più netto, moltiplicandosi di circa cinque volte, seguita da uova e carne suina che sono quasi raddoppiate, mentre la carne bovina è rimasta stabile o è diminuita in molte aree. Nel 2021 la produzione mondiale ha raggiunto i seguenti volumi:

  • carne: 361 milioni di tonnellate, a fronte dei circa 71 milioni del 1961 (un volume quadruplicato);
  • latte: 930 milioni di tonnellate, rispetto ai 344 milioni iniziali (un aumento pari quasi al triplo);
  • uova: 94 milioni di tonnellate, contro i circa 15 milioni del passato (un aumento pari a più di sei volte).

I dati sul consumo di insetti restano invece frammentari, concentrati soprattutto in Africa, Asia e America Latina, con stime che indicano circa 1.900 specie utilizzate a scopo alimentare.

Disparità regionali

L’Asia detiene oggi il primato produttivo globale seguita dall’Europa, ma i volumi non corrispondono sempre alla reale disponibilità per i cittadini. L’offerta pro capite più alta si registra in Nord America, mentre l’Asia mostra valori proporzionalmente bassi; nell’Africa subsahariana la disponibilità è rimasta sostanzialmente ferma, salvo incrementi localizzati come il latte in Kenya e il pollame in Sudafrica. A penalizzare i Paesi a basso e medio reddito intervengono anche le perdite e gli sprechi che colpiscono un terzo del cibo globale e il 14% dei prodotti animali, spesso a causa di catene del freddo inadeguate e scarsa gestione delle temperature.

Le tipologie di consumo cambiano da Paese a Paese

Le evidenze scientifiche sui contesti in cui i consumatori scelgono cosa mangiare mostrano forti differenze tra le varie aree del mondo. In generale la carne e i latticini ad alto contenuto di grassi risultano più economici e accessibili rispetto alle alternative salutari. Cambiano anche le priorità politiche legate alla produzione: i Paesi a reddito alto e medio-alto si concentrano sulla sicurezza, sulla qualità e sulla regolamentazione del marketing, mentre le nazioni a reddito basso e medio-basso danno priorità all’aumento della produzione, al calo dei prezzi e all’autosufficienza.

La sostenibilità del settore

Nella prefazione del rapporto, il vicedirettore generale della FAO Godfrey Magwenzi e il capo economista Máximo Torero evidenziano che la biodiversità zootecnica permette agli animali di prosperare anche in ambienti inadatti alle coltivazioni, offrendo un contributo prezioso per le diete umane. Tuttavia il settore deve affrontare criticità urgenti come la deforestazione, il cambio di uso del suolo, le emissioni di gas serra, l’uso insostenibile delle risorse idriche e la competizione tra cibo e mangimi. Problematiche di non facile soluzione, di fronte alle quali tuttora anche i paesi con filiere zootecniche già consolidate stanno cercando risposte, e a cui si aggiungono i nodi legati alla gestione delle mandrie tra cui la bassa produttività, il sovrapascolo, le problematiche sanitarie e il basso livello di benessere animale.

Last modified: 3 Settembre 2026