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Siccità, agricoltura europea duramente colpita

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Il caldo e la siccità eccezionali hanno alterato la stagione agricola nell’Europa occidentale e centrale. Il 2026 era iniziato come una stagione di crescita generalmente favorevole, ma è cambiato rapidamente nel corso di un’estate caratterizzata da caldo e siccità eccezionali. Si è registrato un numero insolitamente elevato di giornate calde, con temperature superiori ai 35 °C, e di notti tropicali, durante le quali la temperatura non è scesa sotto i 20 °C. Parallelamente, un grave deficit di precipitazioni ha portato a condizioni di crescente aridità e all’esaurimento dell’umidità del suolo. Il caldo ha accelerato lo sviluppo e la senescenza delle colture, facendo sì che le piante attraversassero più rapidamente le fasi critiche della crescita, come la fioritura e il riempimento della granella. La combinazione di questi fattori e della scarsità d’acqua ha lasciato alle colture meno tempo e minori risorse per crescere e formare granella, tuberi e pannocchie ben sviluppati. I modelli del JRC sulle colture evidenziano l’entità di tale accelerazione: nelle aree più colpite, il mais ha raggiunto la maturazione con un anticipo fino a tre settimane rispetto alla norma. Nelle regioni più duramente colpite, le colture sono invecchiate e si sono disseccate prematuramente, causando ingenti perdite di raccolto e, in alcuni casi, il fallimento totale della produzione.

Crollo delle prospettive di resa per le colture estive
Il momento in cui si sono verificate le condizioni meteorologiche estreme ha giocato un ruolo cruciale. Le colture invernali avevano in gran parte completato il loro ciclo di crescita prima dell’arrivo del caldo e della siccità estivi più intensi; di conseguenza, le loro rese si sono mantenute vicine alla media degli ultimi cinque anni. Le colture estive, invece, si trovavano ancora in fasi critiche dello sviluppo e sono risultate quindi molto più vulnerabili a tali condizioni estreme. A settembre, le previsioni JRC MARS per l’UE indicavano rese ben al di sotto della media quinquennale per diverse importanti colture estive:

soia: -15%,
mais da foraggio (mais verde): -14%,
mais da granella: -8%,
patate: -7%,
barbabietola da zucchero: -11%.
Si prevede che l’impatto sulla produzione totale sarà ancora più marcato. In alcune delle aree più colpite, i danni alle colture sono stati talmente gravi da rendere la raccolta economicamente non conveniente, portando all’abbandono dei campi. Di conseguenza, si stima che le perdite di produzione per diverse colture estive supereranno nettamente le sole riduzioni di resa.

Meno erba, meno foraggio
Anche i pascoli hanno subito un drastico peggioramento. Dopo un buon inizio di stagione, il caldo prolungato e le scarse precipitazioni hanno inaridito i terreni e causato un rapido calo della crescita dell’erba in gran parte dell’Europa occidentale e centrale, fino a provocarne l’arresto in alcune regioni. Parallelamente, sono peggiorate notevolmente le prospettive per il mais da foraggio verde, un’altra importante fonte di alimentazione animale. Gli allevatori si sono trovati ad affrontare difficoltà su più fronti: minore disponibilità di erba al pascolo, ridotta produzione di erba da raccogliere per il foraggio invernale e calo della produzione di mais da foraggio verde. Nel loro insieme, queste perdite hanno ridotto drasticamente la disponibilità di mangime nelle regioni più colpite, spingendo alcuni allevatori a ridurre i propri capi di bestiame.

Last modified: 2 Ottobre 2026