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Ismea, stabili i prezzi di bovini e avicoli

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I prezzi dei bovini e degli avicoli restano sostanzialmente stabili. È quanto emerge dall’Overview pubblicata dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), che ogni settimana analizza l’andamento dei mercati agroalimentari. Secondo l’Istituto, il mercato dei bovini è caratterizzato da un clima di attesa. Le pressioni alla vendita risultano scarse, mentre nei centri di macellazione nazionali i ritmi di lavorazione appaiono piuttosto lenti. Lo stesso discorso vale anche per le carni avicole: l’offerta appare ridotta – anche a causa di una più alta mortalità negli allevamenti -, mentre i consumi sembrano ancora piuttosto frenati. Più dinamico, invece, è il segmento della fesa di tacchino.

Per quanto riguarda il comparto suino, le ridotte disponibilità di capi da macello potrebbero determinare lievi correzioni al rialzo sui prezzi del bestiame vivo, mentre mantiene un trend ribassista l’intera linea dei suinetti d’allevamento. Più complessa la situazione sul mercato delle carni, con i macellatori che faticano ad assorbire i rialzi del vivo sia per le resistenze, a valle, della grande distribuzione, sia per una generale pressione dell’offerta europea, conseguente anche a un’elevata disponibilità di tagli congelati.

In relazione ai prodotti lattiero-caseari, il momento continua a essere sfavorevole per i formaggi. Il calo dei prezzi coinvolge anche il Grana padano, oltre al Parmigiano reggiano. Previste, inoltre, ulteriori riduzioni dei prezzi del burro nelle prossime settimane.

L’Ismea evidenzia che, dopo un’iniziale fase di attesa, i mercati cerealicoli nazionali mostrano un maggiore dinamismo sul piano della compravendita. I prezzi del frumento duro, già in flessione nei giorni scorsi, dovrebbero continuare a scendere. Analoghe le aspettative nel comparto del tenero, con la raccolta ormai in fase avanzata anche in Francia, dove le quotazioni ai porti d’imbarco mostrano qualche segnale di cedimento. Previsto, invece, un andamento sostenuto per granoturco e orzo.

L’Istituto ritiene che le operazioni di raccolta del mais, i cui prezzi restano al momento ben inferiori ai livelli dell’anno scorso (-15% circa), subiranno ad agosto un anticipo di una decina di giorni, a causa delle alte temperature. Il calo produttivo sia Italia che in Europa potrebbe rivelarsi anche più accentuato rispetto alle stime iniziali, in previsione di un generale peggioramento delle rese, soprattutto nei paesi dell’Est.

La campagna di commercializzazione dei vini, giunta ormai alle battute finali, continua a penalizzare i vini da tavola, in forte deprezzamento, mentre sostiene le quotazioni delle denominazioni d’origine, stabili o in lieve aumento.

In relazione al comparto ortofrutticolo, gli ortaggi da cottura risultano maggiormente penalizzati dal caldo torrido, rispetto ad altre produzioni, come pomodori e insalate. Per angurie e meloni è prevedibile, nonostante il buon andamento della richiesta al consumo, un ulteriore cedimento dei prezzi, motivato da un’offerta più abbondante.

 

Foto: Pixabay

n.c.