Perché gli Stati generali della zootecnia
di Massimo Zanin, Presidente Assalzoo
La zootecnia italiana, nel suo complesso, ha un peso economico, sociale e strategico che pochi altri settori possono vantare. I dati del Rapporto FeedEconomy, elaborato da Assalzoo con Nomisma, lo dimostrano in modo inequivocabile:
- la filiera che va dalle materie prime ai mangimi, dagli allevamenti alla trasformazione e alla distribuzione genera circa 180 miliardi di euro di valore. Un valore pari all’8% del PIL nazionale;
- contribuisce in modo positivo all’occupazione, alla coesione territoriale e alla bilancia commerciale del Paese;
- è parte integrante del sistema agro(-zootecnico-)alimentare che garantisce la sicurezza alimentare del Paese.
Gli Stati Generali della Zootecnia nascono esattamente con l’obiettivo anche di colmare questo vuoto.
La zootecnia italiana dispone di punti di forza unici: l’immagine e la credibilità delle produzioni, la qualità e la sicurezza dei prodotti di origine animale, il legame con la tradizione e il territorio, le denominazioni DOP e IGP, il contributo determinante al Made in Italy alimentare, riconosciuto e apprezzato sui mercati internazionali.
L’Italia non produce abbastanza per soddisfare il proprio fabbisogno interno di prodotti di origine animale, oltre che vegetale. Si sostanzia quindi dipendenza estera pari a:
- circa il 60% per la carne bovina;
- circa il 40% per la carne suina;
- 10 -15% per il latte, nonostante la vitalità dimostrata dopo la fine delle quote;
- circa il 75% per il pesce.
È quindi evidente la necessità di aumentare le produzioni nazionali e di riuscire a farlo in modo coerente con le nuove esigenze della società.
La crescita della zootecnia non può prescindere da una pluralità di fattori che oggi incidono profondamente sulle scelte produttive, quali sostenibilità ambientale, benessere animale, salute degli animali in allevamento, che richiedono investimenti, ristrutturazione degli allevamenti, innovazione tecnologica.
Accrescere la produzione nazionale significa anche rafforzare la valorizzazione dei prodotti con infrastrutture moderne per raccolta, macellazione e trasformazione, con filiere più efficienti e trasparenti e con capacità di promozione sui mercati nazionali ed esteri.
Questo sviluppo è realizzabile attraverso un dialogo strutturato e continuo tra la produzione primaria, la trasformazione e la distribuzione. Questa connessione consente una più equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera a beneficio di tutti i soggetti coinvolti, inclusi i consumatori.
La zootecnia non è solo economia, è occupazione, presidio del territorio, contrasto allo spopolamento delle aree rurali e tutela del paesaggio e dell’ambiente. Rilanciare la zootecnia significa ridare vita alla cultura rurale, oggi sempre più marginalizzata da una visione esclusivamente urbana dello sviluppo.
Un punto di partenza, non un punto di arrivo
Date le carte, bisogna giocare la partita. Gli Stati generali rappresentano l’avvio di un percorso e l’inizio di un lavoro da fare insieme. L’ambizione è arrivare a elaborare un documento di indirizzo strategico della filiera italiana che sia capace di creare un’economia zootecnica più moderna, più sostenibile (economicamente, ambientalmente e socialmente), più forte e più unita.
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Last modified: 11 Aprile 2026




